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Un video commovente dedicato ai cristiani perseguitati in Medio Oriente

Gregory Turpin - pubblicato il 11/11/16

Chrétiens d’Orient

Regardez le courage de ceux qui ont porté leur amour de Dieu dans les rues de Mosul

Dopo un breve periodo in clausura, scopre un evidente vocazione artistica, Grégory Turpin, cantante francese straordinario, impegnato in diverse associazioni, oggi a Roma, per cantare davanti a Papa Francesco in occasione dell’incontro con le persone in stato di precarietà. Lo incontriamo per intervistarlo e per far conoscere al pubblico di Cecilia il suo nuovo video dedicato ai cristiani perseguitati, un vero e proprio documentario sul suo viaggio in Iraq.

Grégory Turpin sei a Roma per recarti all’udienza del Papa dedicata ai poveri. Canterai e accompagnerai i pellegrini  con l’ordine di Malta di cui fai parte da qualche anno..

Sì, in Francia, nella mia piccola parrocchia,  da qualche anno mi occupo di organizzare la colazione per i senza fissa dimora, con l’ordine di Malta, e con loro abbiamo deciso di partire per accogliere l’invito del Papa, che ancora una volta mette al centro della Chiesa le persone più fragili. Prima di partire, abbiamo pregato tutti insieme in una parrocchia di Parigi, e osservare la loro spontaneità nella preghiera mi ha davvero emozionato. Sono persone che crediamo di aiutare mentre ci aiutano a crescere.

È appena uscito il tuo ultimo video “ Chrétiens d’Orient” dedicato ai Cristiani perseguitati. Come è nata questa canzone?

Due anni fa rendendomi conto di quello che accadeva in Iraq,  mi sono chiesto in che modo potessi rendermi utile, sono partito con l’associazione “Fraternité en Irak”, che aiuta le persone sfuggite all’offensiva dei guerriglieri islamici nella piana di Ninive. Ho vissuto una settimana con loro, ho avuto la possibilità di incontrare il Vescovo di Mosul, Petros Mouché, costretto a rifugiarsi a Erbil.  In quell’occasione mi chiese di parlare di loro e della loro drammatica situazione. Quando sono tornato in Francia, ho desiderato dedicare loro questa canzone. I media parlano dei ‘Cristiani in oriente’, dimenticando a volte, che si tratta di persone, di storie, di bambini, di cristiani che hanno perduto tutto per rimanere fedeli e seguire Gesù Cristo.

Avranno luogo due tuoi concerti a Parigi, al Trianon, il 27 novembre, per aiutare l’associazione ‘Fraternité en Irak’ a costruire una scuola nel sud dell’Iraq..

Si, è la prima volta che un cantante cristiano si esibisce al Trianon, un palco che accoglie normalmente cantanti pop.

Una domanda sul tuo passato: a 18 anni decidi di entrare nel Carmelo, più tardi, un problema di salute ti costringe a uscire, da quel momento inizia per te un periodo molto difficile. Cosa ti è accaduto uscendo dalla clausura?

In quel periodo sentivo di essere rifiutato da Dio , e non avevo più fiducia in lui, e quando non ti fidi più di Dio è facile sbagliare. Ho avuto una depressione. Inoltre in quel periodo iniziavo ad essere conosciuto per la mia musica, ed è stato facile lasciarmi trascinare dai lati più accattivanti delloshowbusiness, ho vissuto un anno difficile..

E come sei riuscito ad incontrare Dio per la seconda volta?

Avevo abbandonato tutto, la preghiera, la messa, tutto. In quel periodo sono rimasto fedele ad una sola cosa. Al sacramento della confessione. E questo sacramento mi ha permesso di sapere che ero perdonato, e mi ha permesso di conoscermi. Quando impariamo a conoscerci scegliamo il meglio per noi stessi.

Qual è il messaggio più importante che desideri trasmettere ai giovani attraverso la tua musica?

Che non esistono situazioni disperate. Che tutto è possibile a Dio e che il suo amore è infinito, e che qualsiasi cosa accada, lui rimane fedele. Noi possiamo allontanarci, ma lui è sempre vicino a noi.

A cura di Costanza D’Ardia

Tags:
cristiani perseguitati in iraqiraqmosul
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