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Come mio marito ed io abbiamo imparato a litigare bene

Tom Merton | Getty Images

Dena Dyer - pubblicato il 10/11/16

Dopo 20 anni siamo ancora sposati, continuiamo a discutere... e ad essere molto felici

Quando mio marito Carey ed io eravamo appena sposati odiavo il conflitto. Lo temevo. Eravamo stati ottimi amici prima di fidanzarci, e pensavo che questo volesse dire che non avremmo discusso neanche una sola volta da sposati. Non c’era dubbio, pensavo, che se ci amavamo abbastanza e comunicavamo bene avremmo potuto evitare il conflitto. Ingenua, vero?

Quando, ovviamente, discutevamo, io facevo un passo indietro e mi chiudevo in me stessa. Il mio rifiuto di partecipare alla discussione faceva sì che Carey si sentisse rifiutato, e così lui continuava a cercare di interagire. Parlava a voce più alta e si avvicinava di più a me. Allora io mi chiudevo, fisicamente, nella nostra camera da letto e rifiutavo di parlare con lui. Rimaneva arrabbiato e risentito, soprattutto se io andavo a dormire senza cercare di risolvere il problema. Basta dire che i primi anni di matrimonio sono stati difficili.

Ad ogni modo, non era tutto perduto. Lo scorso anno abbiamo festeggiato i 21 anni di matrimonio. Siamo arrivati tanto lontano perché nessuno dei due era disposto ad abbandonare, e perché abbiamo scoperto una combinazione di amore incondizionato, accompagnamento cristiano, pura e semplice testardaggine e la grazia di Dio.

Una delle cose fondamentali che abbiamo imparato a migliorare dopo quei primi anni è stata come litigare in modo più produttivo. Abbiamo iniziato a vedere il conflitto come un’opportunità.

Le discussioni appaiono sempre quando due persone sono coinvolte in un rapporto a lungo termine. Dopo tutto siamo umani, ciascuno ha i propri difetti, le proprie stranezze e le proprie abitudini fastidiose. Il conflitto, però, può portarci a un maggiore livello di intimità con il nostro coniuge.

1. Connessione all’interno del conflitto

Se possiamo imparare a evitare comportamenti come il sarcasmo, interrompere l’altro e alzare gli occhi, possiamo anche imparare a comunicare in modo più efficace. Durante le discussioni, è importante dare spazio al partner perché esprima i suoi sentimenti e le sue preoccupazioni.

Anche se si è in disaccordo radicale con il punto di vista del partner, c’è molissimo da guadagnare solo ascoltando e anche ripetendo a voce alta ciò che questi ha appena detto (vi sorprenderete: anche quando credete di ripetere quanto avete ascoltato parola per parola, non suona sempre uguale a quando lo ha detto il partner!)

Leslie Vernick è un’operatrice sociale clinica, coach di coppie e autrice di sette libri, tra i quali The Emotionally Destructive Marriage [Il matrimonio emotivamente distruttivo]. Nel suo blog, Leslie ha risposto a una lettrice che aveva problemi di comunicazione nel suo matrimonio con questo consiglio:

“È importante che tu sia capace di esprimere le tue necessità e i tuoi desideri senza giudicare l’altro né accusare. Ad esempio, potresti dire ‘Mi manca parlare con te’ o ‘Vorrei che passassimo un po’ di tempo insieme questo fine settimana facendo qualcosa di divertente’. Suona molto diverso da ‘Non hai mai tempo per me’ o ‘Anteponi sempre i tuoi amici a me’. Le prime due frasi generano una risposta più positiva e conciliante, le ultime due suscitano una risposta difensiva che è probabile porti a un ulteriore allontanamento e al ritrarsi in sé. Quando ti senti male e inizi a insistere e lui continua ad evitarti, resti con un senso di abbandono e di mancanza d’amore”.

Quando entrambi gli sposi si sentono rispettati e amati, la coppia può avanzare verso una soluzione soddisfacente per entrambe le parti.

Mio marito lo esprime così: “Cerco di pensare: ‘Questa discussione che stiamo iniziando Dena ed io è volta a produrre i risultati desiderati?’ In altre parole, è davvero utile o siamo solo entrati in un circolo emotivo di sfinimento?”.

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