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Mistero intorno all’apertura della tomba di Cristo

© THOMAS COEX / AFP
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“Dolce aroma” e “perturbazioni elettromagnetiche” hanno sorpreso gli osservatori di questo evento storico

L’incolumità miracolosa del Sepolcro

L'imperatrice Sant'Elena fece costrfuire la prima chiesa del Santo Sepolcro. Basilica di Sant'Elena a Birkirkara, Malta.
L’imperatrice Sant’Elena fece costrfuire la prima chiesa del Santo Sepolcro. Basilica di Sant’Elena a Birkirkara, Malta.

Le descrizioni degli evangelisti ci permettono di avere un’idea del tumulo nel quale avvenne la Resurrezione, e precisano il luogo in cui si trova. La storia successiva, tuttavia, ha esposto questo sacro tumulo al rischio di scomparire, visto che il Santo Sepolcro è stato al centro di burrasche storiche i cui effetti durano ancora oggi. Si può anche ritenere a titolo personale che la sua preservazione sia un miracolo storico.

È anche una figura del Corpo Mistico di Cristo che è la Santa Chiesa cattolica, che nei secoli ha attraversato terribili tempeste che non sono riuscite ad avere la meglio su di lei.

La storia del Santo Sepolcro

Dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., l’imperatore romano Adriano ordinò di costruire sulle sue rovine una città pagana di nome Elia Capitolina, facendo immensi terrapieni.

La sepoltura di Gesù venne coperta dalla terra, e su di essa venne eretto un tempio dedicato a Venere, la dea dell’amore. Nel frattempo, i cristiani venivano perseguitati.

Sembrava che la Chiesa nascente potesse soccombere.

Nel 313 l’imperatore Costantino pose fine alle persecuzioni. Nel 326 sua madre Sant’Elena visitò Gerusalemme cercando le reliquie della Passione, e identificò il luogo della crocifissione (il Golgota) e la grotta chiamata Anastasis (resurrezione in greco).

L’imperatore cattolico approvò la costruzione di un santuario per sostituire il tempio di Venere dell’imperatore pagano Adriano. La nuova chiesa venne conosciuta da allora come Santo Sepolcro.

Eusebio (265-339), vescovo di Cesarea e padre della storia della Chiesa, ha lasciato una testimonianza di questi fatti nei suoi scritti.

Nel 614 la chiesa di Costantino venne gravemente danneggiata dai persiani sassanidi, pagani che conquistarono Gerusalemme e saccheggiarono i tesori della chiesa, lasciandone solo dei resti.

La basilica venne ricostruita quando Eraclio, imperatore di Costantinopoli, riconquistò Gerusalemme, ma la serie di invasioni, restauri, saccheggi e guerre era lungi dal terminare.

Stato attuale dell'esterno della chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme
Stato attuale dell’esterno della chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Nel 638, Gersualemme e tutta la Palestina vennero invase dai musulmani. Nel 966 le porte e il tetto della chiesa andarono in fiamme.

Nel 1009 il califfo fatimide Al-Hakim ordinò di distruggere tutte le chiese di Gerusalemme, incluso il Santo Sepolcro. Solo i pilastri del tempio, che risalivano all’epoca di Costantino, sopravvissero alla distruzione, la cui notizia fu decisiva per ispirare il movimento delle Crociate.

Il successore di Al-Hakim, il califfo Ali az-Zahir, permise di ricostruire e ridecorare la chiesa. L’opera venne pagata dall’imperatore di Bisanzio Costantino IX Monomaco e da Niceforo, patriarca di Gerusalemme, e i lavori si conclusero nel 1048.

Fu quella chiesa che i crociati trovarono entrando nel 1099 a Gerusalemme. Il tempio restaurato dai crociati venne riconsacrato nel 1149, e nella sua essenza è quello che esiste attualmente.

Nel 1187 Saladino tornò a invadere la città, ma proibì la distruzione degli edifici religiosi cristiani.

Nel XIV secolo il luogo passò ad essere amministrato da monaci cattolici e monaci ortodossi greci.


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Nei secoli successivi vennero eseguiti diversi restauri. Importanti furono soprattutto quello del 1810 su iniziativa britannica dopo un grande incendio e quelli tra il 1863 e il 1868. Nel 1927 un terremoto provocò danni consistenti alla struttura della chiesa.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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