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Spiritualità

La conversazione quotidiana di mia madre con Dio e con Sua Madre

Patty Knap - pubblicato il 08/11/16

“Non sono i grani che contano, ma le preghiere”, diceva del suo rosario

Mia madre ha sempre recitato il rosario, ogni giorno. Uno dei miei primi ricordi di lei è che si sedeva nel letto appena sveglia, prendeva il rosario e recitava in silenzio le sue preghiere. Non ricordo di averci fatto molto caso da bambina. Era solo una parte di lei.

A volte facevo irruzione in camera sua e la interrompevo con qualcosa che sul momento per me aveva grande importanza. Perché i miei jeans preferiti non erano ancora asciutti, o se poteva venirmi a prendermi alle 16.00 quel giorno. Avevo bisogno di soldi per una gita, o mi lamentavo perché non era rimasto abbastanza burro di noccioline. Un giorno ricordo di aver interrotto il suo rosario perché avevo perso l’autobus e avevo bisogno che mi portasse a scuola in macchina. Non è mai sembrato che le desse fastidio essere interrotta. Riusciva benissimo a rispondermi e a riprendere proprio nel punto in cui si era interrotta a metà di una preghiera.

Non ricordo che mia madre si sia mai seduta per insegnarmi di proposito a recitare il rosario. L’ho imparato gradualmente, sentendo il tranquillo mormorio delle costanti preghiere di mia madre, recitandolo nella scuola cattolica che frequentavo e di tanto in tanto anche in chiesa. Fin da quando ero piccola è stato instillato in me che quella preghiera era una conversazione quotidiana e costante con Dio e Sua Madre.

Mia madre prendeva qualsiasi serie di grani avesse a portata di mano. A volte era una vecchia corda di plastica rotta, altre volte era il bellissimo rosario d’argento che le era stato regalato per la Prima Comunione, quando da giovane adulta si era convertita al cattolicesimo. C’erano coroncine sul comodino, nel cassetto, sulla testiera del letto, in un piccolo astuccio nella sua borsa.

A volte non riusciva a trovarne una e contava le preghiere sulle dita. “Non sono i grani che contano, ma le preghiere”, diceva. A volte recitava il rosario prima della Messa o dopo la confessione. Certe volte approfittava anche del tempo di attesa dal medico per “recitare qualche decina”.

Si recitavano rosari speciali per intenzioni speciali, come il matrimonio difficile di una cugina, l’intervento di una zia, un test importante di uno di noi, un amico a cui era stato diagnosticato il cancro, l’anima di un uomo che si era suicidato, sua madre in una casa di riposo, qualsiasi tipo di viaggio e per ciascuno di noi al momento di iniziare l’università. C’erano sicuramente rosari extra mentre i suoi figli diventavano adulti e le causavano preoccupazioni infinite guidando, uscendo con qualcuno, bevendo…

Un rosario memorabile è stato recitato durante un viaggio in Italia. Guidando attraverso le Alpi, siamo rimasti a corto di carburante e a un certo punto è scoppiata una bufera di neve. Abbiamo frainteso un segnale e abbiamo sbagliato a svoltare, arrivando in cima alla montagna e ancor più nell’occhio del ciclone. Dal sedile di fronte, ho sentito il rosario uscire dalla borsa di mia madre, seduta dietro di me. Ho capito che il fatto che recitasse il rosario mi dava pace e mi assicurava che Dio aveva il controllo di tutta la situazione, e che la grande fonte di potere nel mondo è la preghiera. Aveva appena finito di recitare cinque misteri quando siamo usciti dalla bufera. Davanti a noi abbiamo visto un piccolo edificio. Un distributore. Ho detto: “Mamma, quel rosario ci ha donato un piccolo miracolo!” “Sicuramente”, ha detto lei, niente affatto sorpresa. “Dalla recita del rosario derivano sempre grandi grazie!”


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Una volte ho chiesto a mia madre mentre recitava il suo rosario mattutino quale fosse la cosa per cui pregava di più. Mi ha risposto immediatamente: “Oh, naturamente che tutti i miei figli restino cattolici e vadano in paradiso. È ovviamente la cosa più importante”.

In seguito, quando lottava con la malattia di Lou Gehrig e non riusciva più a sgranare il rosario tra le dita, mi chiedeva di prendere il rosario e di metterglielo in mano lo stesso. La sua fiducia totale nel meditare sui misteri e nell’intercessione della Madonna sono ancora fonte di ispirazione quotidiana per me. Guardando indietro, riesco a comprendere il ruolo che ha giocato il rosario nel riportarmi nel seno della Chiesa. Ora anch’io recito il rosario tutti i giorni.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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