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Per quelli che… “Credo in Dio ma non nella Chiesa e nei preti”

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Difendere la Chiesa è difendere noi stessi, perché la Chiesa sono tutti quelli che seguono Gesù

DIFENDERE LA CHIESA È DIFENDERE NOI STESSI, PERCHÉ LA CHIESA SONO TUTTI QUELLI CHE SEGUONO GESÙ

Si compie spesso l’errore, spiega l’autore, di identificare la Chiesa con i preti, i vescovi, i cardinali, mentre la Chiesa sono tutti quelli che seguono Cristo. È facile dire: “la Chiesa sono loro”, ci deresponsabilizza, mentre la Chiesa siamo noi e “questo ci impegna tutti per giustizia e uguaglianza alla coerenza fino in fondo” di fronte all’attacco durissimo e violentissimo nei confronti di chi indossa la veste talare. I sacerdoti sono immediatamente giudicati, vengono giudicati dall’abito, dall’apparenza, a loro spesso non viene nemmeno data una chance per mostrare veramente chi sono. Padre Maurizio a riguardo racconta due esperienze personali vissute per il suo modo di essere sacerdote senza nascondersi. La prima si rinnova ogni volta che si trova davanti ai giovani delle scuole in visita alle stanze di San Filippo Neri. Loro sono vestiti con i pantaloni calati, hanno piercing e tatuaggi ma non vogliono essere giudicati e condannati per l’aspetto, giustamente dice padre Maurizio, mentre lui viene guardato come fosse “una cacca solo perché ho un vestito da prete! E solo perché ti sto dicendo pubblicamente che lo sono e che non mi sto nascondendo dietro un angolo. Perché è comodo fare il prete e non dire che lo sei. Nasconderti”.

La seconda esperienza è quella di tutti i giorni quando per esempio si va al bar, dove alcuni “visto che ero vestito da prete, era peggio che ci fosse un barbone”. In un caso specifico una signora lo addita dicendo: «Eh no. Di quelli lì io non mi fido». Con quale altra categoria umana, chiede l’autore, ci si permetterebbe di dire una frase simile? “Neanche a un relitto umano diresti: no, di questo qua io non mi fido”.

L’assurdo è che le persone pretendono che la Chiesa non le giudichi e non le condanni quando non condivide la loro condotta di vita, mentre i più attaccano ferocemente i sacerdoti per il solo fatto di essere preti.

Padre Maurizio mette in conto che almeno alcuni di essi possano aver avuto esperienze che li hanno portati ad avere disgusto per i sacerdoti e smarrire la fede, ma questo non fa altro che aggiungere ulteriore difficoltà per i ministri di Dio, e conclude che essere un prete, specie se giovane, “non è così semplice, non è proprio una passeggiata in una valle verde”.

E riguardo al coraggio che oggi deve animare i sacerdoti che non si nascondono, si richiama Costanza Miriano alla fine della prefazione pregando con i versi di questa poesia di Madeleine Delbrel:

«Mandaci, o Dio, dei folli.
Quelli che si impegnano a fondo,
che amano sinceramente.
Abbiamo bisogno di folli
che accettino di perdersi
per servire Cristo.
Pronti ad una abnegazione totale,
liberi e sottomessi
al tempo stesso
spontanei e tenaci
dolci e forti».

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