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Terra Santa, gli incunaboli del dialogo

Vatican Insider - pubblicato il 07/11/16

Il cammino del dialogo in Terra Santa passa anche attraverso le pagine dei preziosi incunaboli, i libri a stampa del Quattrocento. Siamo quotidianamente raggiunti da immagini che ci parlano di massacri, uccisioni, violenze ma anche della distruzione di inestimabili pezzi del patrimonio culturale mondiale, come conseguenza di guerre, catastrofi naturali come pure di atti deliberati. È importante che le biblioteche e le raccolte librarie non soltanto conservino i loro tesori ma li facciano conoscere. È in questa prospettiva che da domani a giovedì nella Main Hall della Curia Francescana di Gerusalemme, per iniziativa del Custode fra Francesco Patton e del Padre bibliotecario Lionel Goh, si tiene la mostra «Ars artificialiter scribendi», una mostra di edizioni quattrocentesche della Custodia Francescana di Terra Santa. 

«Saranno esposti 26 tra i volumi più preziosi della biblioteca», ci spiega Edoardo Barbieri, ordinario di Storia del libro e dell’editoria all’Università Cattolica di Milano. «Tra questi c’è la Peregrinatio in terram sanctam, pubblicato nel luglio 1490, che descrive il viaggio a Gerusalemme fatto tre anni prima da Bernhard von Breydenbach, primo resoconto di viaggio nei Luoghi Santi illustrato. Il volume è corredato da xilografie che riproducono scorci della Città Santa, ma anche vestiario, costumi e tradizioni dell’epoca, come pure la traslitterazione degli alfabeti arabo ed ebraico. C’è poi una delle sette copie esistenti al mondo della Bibbia in volgare italiano stampata a Venezia per conto dei Giunta, decorata con preziose illustrazioni. Una rarità che è anche testimonianza della cultura italiana». 

Una ricca produzione

I libri conservati nella Biblioteca provengono da varie sedi della Custodia Francescana, da Rodi al Cairo, da Cipro a Beirut, da Nazaret ad Aleppo. La collezione fotografa bene la produzione tipografica del Quattrocento e mostra quanti libri circolassero in Terra Santa. È stato realizzato un catalogo della mostra, scritto da Luca Rivali e Lorenzo Salamone, con una premessa di Falk Eisermann, direttore del Gesamtkatalog der Wiegendrucke di Berlino, ed è stato pubblicato grazie al contributo di Ats, Associazione pro Terra Sancta. L’attività di valorizzazione di questo patrimonio è iniziata sei anni fa, anche grazie al contributo di ricerca e volontariato di una trentina di studenti e neolaureati della Cattolica. Nel 2017 è attesa la pubblicazione di un catalogo complessivo delle edizioni quattro e cinquecentesche curato da Rivali.  

In concomitanza con la mostra, nel pomeriggio di mercoledì si terrà in una sala contigua un convegno in lingua inglese intitolato «Catalogare per preservare e conoscere. Un itinerario internazionale fra i libri antichi di Gerusalemme». Sarà il primo incontro tra diverse realtà culturali presenti in città – legate al mondo ebraico, palestinese, armeno e cattolico – per confrontarsi sui vari aspetti della catalogazione di manoscritti, libri antichi, documenti. 

«Per cambiare mentalità»

«L’incontro avrà carattere scientifico», aggiunge il professor Barbieri, che farà da moderatore, «e sarà però aperto a tutti, tenendo conto della necessità di conoscersi reciprocamente. Una prima occasione per sapere cosa si sta facendo in proposito nelle diverse istituzioni culturali, dialogando e condividendo progetti».  

«Vogliamo aiutare a costituire e potenziare», ci spiega ancora Barbieri, «una rete di studiosi, di appassionati, di intellettuali capaci di diventare un riferimento costante per aiutare a cambiare mentalità. È la prima volta che in un’iniziativa del genere vengono coinvolte così diverse realtà locali operanti a Gerusalemme. In un tempo in cui tutto sembra cospirare contro il dialogo e la convivenza pacifica, questo faticoso cammino può passare anche attraverso la cultura e la valorizzazione del patrimonio. Ed è significativo che ciò avvenga grazie alla Custodia di Terra Santa». 

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