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Una moderna “The Mission”

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Il nome evoca le tante associazioni per la vita che sorgono in Europa e Stati Uniti ma la realtà che c’è dietro è diversa. Gli aderenti al «Movimiento en Defensa de la Vida y el Territorio» – questo il nome completo in spagnolo – sono indigeni delle etnie choles, tsotsiles e tseltales che vivono nello stato messicano del Chiapas. Il loro leader è un parroco cattolico, Marcelo Pérez, che ha pensato bene, con altre guide religiose, di convocare la popolazione di queste povere zone a un gesto tradizionale e ben compreso dal cattolicesimo popolare, un pellegrinaggio. L’obiettivo affidato alla peregrinación in partenza prossimamente sarà quello di portare all’attenzione tre cose che da queste parti scarseggiano: «Giustizia, una vita degna e la pace», un po’ come «terra, tetto e lavoro» in discussione in questi giorni in Vaticano.  

Don Marcelo Pérez e gli altri vogliono che la rivendicazione di questi beni arrivi a segno con forza e sia ben udita «non solo dalla società in generale» precisano, «ma, e soprattutto, dai governi dei municipi, della provincia e dello stato federale» del Messico. «Che ascoltino la voce e il dolore dei popoli indigeni del Chiapas che non si zittisce, e che continua a giungere fino a noi dalle comunità più remote ed emarginate, dove non arrivano i servizi medici, l’educazione, l’acqua potabile, dove la terra viene saccheggiata delle sue risorse naturali». 

Il pellegrinaggio, o meglio, il mega pellegrinaggio perché percorrerà la bellezza di 200 chilometri, partirà il 15 novembre dal paese di Salto de Agua, nel nord del Chiapas, e terminerà dieci giorni dopo, il 25, a San Cristóbal de las Casas, il capoluogo dello stato che riceve il nome proprio da quel Bartolomeo de las Casas che nei suoi giorni si è comportato allo stesso modo.  

Ogni tappa del pellegrinaggio, come altrettante stazioni di una Via Crucis, sarà un po’ come una scuola itinerante, dove verranno realizzati seminari sull’acqua, una risorsa scarsa e pregiata, la terra, ancor più preziosa, l’alcolismo, una piaga che distrugge i giovani indigeni, il buon governo comunitario, un bene che anch’esso non abbonda. Nei meeting point del lungo tragitto, fanno sapere i promotori, ci saranno anche tematiche di natura religiosa. 

Il pellegrinaggio indigeno in preparazione nello stato messicano del Chiapas ricorda un po’ la processione del film «La Missione» di Roland Joffé guidata dal «gesuita» Jeremy Irons. C’è da augurarsi che non si concluda allo stesso modo. 

Terre d’America  

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