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3 cattive abitudini che rendono la tua vita meno sana

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Francisco Vêneto - pubblicato il 04/11/16

Se obblighi il cervello a lavorare più del necessario, non sorprenderti di essere stressato!

Molte nostre azioni quotidiane hanno delle conseguenze dirette sull’umore, sulla produttività, sulla qualità del riposo, sul nostro benessere. È difficile cambiare i propri modi di fare, soprattutto se sono diventati delle vere abitudini. Ma se vogliamo migliorare sul serio la qualità della nostra vita, è fondamentale rivedere alcuni comportamenti sbagliati che poniamo in essere ogni giorno.

Ecco 3 abitudini dannose che sono contrarie ai nostri ritmi naturali e che vanno corretti il prima possibile:

1 – La luce blu ha una lunghezza d’onda corta: metti via lo smartphone prima di addormentarti!

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Rommel Canlas/Shutterstock

La nostra società, sempre più artificiale, tende a non prestare attenzione ai nostri ritmi naturali. E questo è purtroppo vero sia a lungo termine che nella vita di tutti i giorni. Tuttavia le conseguenze dicono chiaramente che questi ritmi non vanno ignorati. Non possiamo comandare l’ordine naturale (sebbene non poche persone ritengano di avere il dominio sulla natura…).

Uno degli elementi della natura che cambiano con maggiore evidenza, nell’arco della giornata, è la luce.

Hai sentito parlare della luce blu a lunghezza d’onda corta? I raggi del sole contengono un’alta concentrazione di questo tipo di luce. Quando esponiamo ad essa i nostri occhi, l’organismo interrompe la produzione di melatonina, cioè dell’ormone che regola il sonno, e facciamo fatica ad addormentarci.


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Quando, verso la fine del pomeriggio, i raggi del sole non hanno più questo tipo di luce, succede la cosa opposta: il nostro corpo torna a produrre melatonina e di conseguenza avvertiamo sonnolenza. Durante la notte, quando i raggi del sole non ci raggiungono affatto, il nostro cervello lavora sapendo che non dobbiamo essere esposti alla luce. Ed è in questo momento che, se forziamo il nostro corpo ad interrompere la produzione di melatonina, avviene una sensibile alterazione dell’umore, del livello di energia e della qualità del sonno.

Molti dispositivi che usiamo continuamente – come gli smartphone, i notebook e i tablet – emettono la luce blu di cui parlavamo prima, che arriva direttamente agli occhi. E come cambia la produzione di melatonina quando siamo esposti a questa luce? La produzione si interrompe, interferendo con il sonno. E questa esposizione innaturale, se prolungata, può avere conseguenze sulla salute. Quindi sarebbe opportuno iniziare a rispettare di più i nostri ritmi naturali.

2 – Imponiti 15 minuti consecutivi di concentrazione: allontana ogni interruzione, notifica o allarme!

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shutterstock

Il nostro cervello ha bisogno, in media, di almeno 15 minuti consecutivi per potersi concentrare su un unico compito. Una volta pienamente concentrati, entriamo in un flusso di produttività nel quale rendiamo cinque volte di più di quando la nostra concentrazione è costantemente interrotta.

Cos’è che ci assorbe molto tempo, durante il giorno? Guardare i messaggi sui social network, controllare i risultati del campionato, consultare i giornali online, fare (più di) una “piccola” per andare a prendere qualcosa… Tutto questo ci distrae. E abbiamo bisogno di più di 15 minuti per tornare ad essere nuovamente concentrati dopo ogni interruzione.


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Questo vale anche per qualcosa che potrebbe sembrarci produttivo, ma non lo è: dedicare tempo alle notifiche, agli allarmi, ai vari avvisi. Tutte cose che, durante la giornata, ci distraggono e ci portano via molto tempo. Ogni volta che controlliamo la notifica di un’attività in sospeso, si interrompe quel flusso di produttività che il nostro cervello ha impiegato 15 minuti preziosi per raggiungere.

Invece di sabotare la tua concentrazione con tutti quegli avvisi (sonori e/o visuali) nell’arco della giornata, poniti degli orari fissi per rispondere alle e-mail, per controllare i messaggi e per fare delle pause. Così potrai dedicarti a delle attività specifiche in ogni macro-obiettivo che ti sei posto, riuscendo ad essere più veloce e produttivo. Concentrandoti su una cosa alla volta, eviterai di dover iniziare tutto daccapo dopo ogni distrazione.

3 – Il primo passo è iniziare: sì, è ovvio, ma… perché non lo fai?

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© acandraja

L’ordine normale del tempo, secondo le nostre esperienze di tutti i giorni, è il seguente: innanzitutto c’è il “prima”, poi c’è il “durante” e infine c’è il “dopo”. Ad eccezione delle realtà parallele che appartengono alla fantascienza, su questa Terra le cose procedono in questo ordine: iniziano, hanno una loro esecuzione (o durata) e poi terminano.

Il punto è che molte persone non iniziano mai! Ci si concentra sul fantasticare a come sarà la vita “dopo” aver risolto una determinata cosa in sospeso, “dopo” aver pulito casa, “dopo” aver letto quel libro, “dopo” aver fatto questo lavoro, “dopo” aver raggiunto quell’altro obiettivo, “dopo” aver risolto un problema trascinato da molti mesi… Allora sì che “saremo” felici, “conosceremo” la lingua che vogliamo imparare, “avremo” una casa in ordine, “ci dedicheremo” al lavoro con più impegno, “avremo” del tempo per la famiglia, per gli amici, per Dio… Ma sempre nel futuro, mai nel presente.


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La tentazione (ed è abbastanza comune) è quella di aspettare di avere “certezze” prima di iniziare a fare qualcosa. Ovviamente non dobbiamo far nulla senza prima aver fatto attente valutazioni e pianificazioni; ma è anche ovvio che non possiamo passare la vita a pianificare, sognare e calcolare. Dobbiamo agire. Come potremmo mai terminare qualcosa, se non iniziamo mai a farla? Come speri di migliorare i tuoi risultati se non metti alla prova le tue idee e identifichi concretamente ciò che puoi fare meglio? Se il testo che hai scritto è sbagliato, potrai sempre correggerlo; ma non potrai correggere nulla se lasci la pagina in bianco!

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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