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Il Governo Obama ha favorito i musulmani a scapito dei cristiani?

© CTV

ALEXANDRE MEYER - Aleteia - pubblicato il 03/11/16

È forse la più inquietante delle rivelazioni del Wikileaks

Una delle rivelazioni più esplosive del Wikileaks sembra ampiamente ignorata dai principali mezzi di comunicazione statunitensi. In base ai messaggi di posta elettronica del Partito Democratico, resi pubblici dagli hacker di Julian Assange, l’Amministrazione Obama non solo ha scartato le candidature di cristiani ai posti offerti dal Governo federale, ma ha privilegiato l’accesso di candidati musulmani, violando così la Costituzione statunitense, che stabilisce che non verrà imposto alcun criterio relativo alla religione per giudicare l’idoneità di un candidato all’esercizio delle sue funzioni in un incarico pubblico negli Stati Uniti.

Risulta ironico, inoltre, che una delle e-mail in cui si propone un esame religioso decisivo per l’accesso agli impieghi governativi, privilegiando i musulmani rispetto ai cristiani, sia stata scritta da un’ex presidentessa della Commissione statunitense sulla libertà religiosa internazionale, la giurista democratica Preeta Bansal.

La Commissione è stata istituita dai repubblicani, allora maggioritari al Congresso, ed è sfuggita alla vendetta di un Presidente Clinton politicamente troppo debole per opporvisi alla fine degli anni Novanta. I democratici, incapaci di sopprimerla, apparentemente sono riusciti a snaturare senza difficoltà la sua vocazione iniziale.

“Ho escluso quelli di origine arabo-statunitense ma che non sono musulmani”

In un messaggio di posta elettronica del 29 settembre 2008, Preeta Bansal (che aveva servito nell’Amministrazione Clinton negli anni Novanta) ha inviato a John Podesta, ex capo di gabinetto della Casa Bianca, una lista di cittadini statunitensi musulmani per prenderli in considerazione per alcuni posti federali di rilievo.

Lo spoil system, il clientelismo statunitense, prevede il rinnovamento totale dell’Amministrazione federale statunitense quando un Presidente abbandona lo Studio Ovale. Il signor Podesta, la cui corrispondenza non smette di suscitare polemiche e che allora figurava nell’organigramma dell’équipe di “transizione” di Obama tra la sua elezione e l’assunzione delle funzioni, appariva come l’incaricato di portare a termine la contrattazione. Avrebbe continuato a gravitare intorno ai circoli del potere democratico fino a diventare il direttore della campagna elettorale di Hillary Clinton.

La signora Bansal, in base alle rivelazioni, era incaricata di escludere gli arabi cristiani dai posti più ambiti: “Tra i candidati ai posti principali, ho escluso quelli di origine arabo-americana ma che non sono musulmani. Molti americani libanesi, ad esempio, sono cristiani”.

Nel 2016, 10.801 rifugiati siriani sono entrati negli Stati Uniti. I cristiani erano solo 56

La segregazione dei cristiani a favore dei musulmani ha funzionato bene. Gli arabi cristiani sono stati sistematicamente esclusi dai posti come traduttori, anche per le informazioni classificate come più sensibili, a beneficio dei musulmani.

I cristiani arabo-statunitensi testimoniano quello che è probabilmente il peggior genocidio della storia nella loro regione natale, culla del cristianesimo, senza che la propria Amministrazione batta nemmeno le ciglia.

Peggio ancora, vengono cacciati: dei 7.551 rifugiati siriani arrivati negli Stati Uniti nel 2016, solamente 35 erano cristiani. Un mese dopo, i dati trasmessi alla chiusura dell’anno fiscale erano ancora più eloquenti: dei 10.801 rifugiati, appena 56 erano cristiani.

La reazione della comunità orientale statunitense non si è fatta attendere. La dichiarazione di Sami Khoury, presidente dell’Unione Maronita Mondiale, con base in Florida, è piuttosto chiara: “Questo trattamento nei confronti dei cristiani del Medio Oriente è discriminatorio. Un’Amministrazione Clinton sarebbe catastrofica per milioni di persone nelle nostre comunità in tutti gli Stati Uniti. Da decenni non vedevamo una simile discriminazione a livello di diritti civili”.

Dal canto suo John Hajjar, co-presidente del Comitato dei Cristiani del Medio Oriente (MECHRIC, una ONG che ha difeso principalmente la causa yazidi presso l’ONU) e sostenitore del candidato Donald Trump, ha confermato che questa discriminazione si è mantenuta nel corso dei due mandati di Obama.

“Negli ultimi otto anni abbiamo sempre subito il disprezzo dell’establishment del Partito Democratico. Ora il suo fanatismo è uscito allo scoperto”, ha dichiarato.

“Questa e-mail discriminatoria è antiamericana e diffamatoria, e se ne dovrà chiedere la responsabilità all’autore e a coloro che hanno cospirato contro i cristiani arabi”.

Un nuovo apartheid?

L’Amministrazione Obama-Clinton ha emarginato non solo i cristiani originari del Medio Oriente, ma anche gli statunitensi musulmani che non sottoscrivevano le idee difese dai Fratelli Musulmani (ben rappresentati negli Stati Uniti da vari uffici che occasionalmente suscitano qualche polemica, come il CAIR) o non sostenevano la loro agenda politica in relazione al regime iraniano.

In questo modo Zuhdi Jasser, scienziato e intellettuale statunitense di origine siriana e noto riformatore musulmano, è stato sistematicamente ignorato dalle Amministrazioni Obama e Clinton, mentre chi era vicino al CAIR veniva accolto a braccia aperte, fino all’anticamera del potere o alla destra di Hillary Clinton.

La signora Bansal prosegue il suo messaggio di posta elettronica dicendo che “gli statunitensi musulmani di alto profilo tendono ad essere oggetto di una gran quantità di critiche da parte dei blogger, per cui gli individui di questa lista dovrebbero essere vagliati con attenzione SPECIALE. Sospetto che alcune delle persone della lista non sopravvivrebbero a questa indagine”.

La Bansal fa ora parte dell’Advisory Council on Faith-Based and Neighborhood Partnerships, un consiglio di consulenza sul miglioramento dei rapporti sociali basati sulla fede che lavora direttamente per la Presidenza.

“Sono certo che questi uomini e queste donne di spicco serviranno bene il popolo americano”, ha dichiarato Barack Obama in occasione del rinnovamento di questa commisssione. Speriamo che sia davvero così.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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