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8 modi per aiutare i figli negli studi

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Sofía Gonzalo - pubblicato il 02/11/16

E se ci mettessimo dall'altra parte per comprenderli?

I pomeriggi in casa non dovrebbero essere l’anticipo della Terza Guerra Mondiale. In teoria non dovrebbero esserci trincee tra figli e genitori. Anche se sembra che non possiamo fare nulla davanti alle lotte quotidiane, dobbiamo chiederci: “E se cambiassimo strategia? Se ci mettessimo dall’altra parte per comprenderli?”

Ecco alcuni suggerimenti perché voi e vostro/a figlio/a stiate dalla stessa parte.

Per i più piccoli:

1. Considerate sempre se ci sono stati dei cambiamenti – se è in classe con bambini che non conosce, se ha un nuovo insegnante e ovviamente se ha cambiato scuola, perché potrebbe essere il motivo della scarsa motivazione al momento di studiare il pomeriggio. Tenete conto di questi fattori per concentrarvi più sulla sua stabilità emotiva che sui suoi voti.

2. È il momento migliore per seminare. Le abitudini come l’ordine o la responsabilità si acquisiscono nei primi anni di vita. È molto importante concentrarsi a instillare nei figli un’abitudine alla routine perché costi loro sempre meno dedicare una parte della giornata allo studio.

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Per i più grandi:

1. Considerate più la volontà che il risultato. Noi genitori comunichiamo senza parole. Se vostro figlio adolescente vede che vi concentrate solo sui voti, non darà senso al fatto di mettere tutta la propria volontà nel portare avanti gli studi con successo. Se ha preso brutti voti, sedetevi con lui e chiedetegli cosa pensa sia successo. Trovare in voi un alleato e non un nemico può portare a un buon risultato finale.

2. Eliminate alcune frasi per rivolgervi a lui. Trasmettergli che dubitate delle sue capacità con espressioni del tipo “Ripeterai sicuramente l’anno” faranno sì che si sottovaluti. Nessun amico o professore meglio di voi può dirgli a parole o con i gesti che è meraviglioso, che lo amate al di sopra di tutto e che vi sembra una persona unica che ha grandi capacità per tutto ciò che si propone di raggiungere. Ascoltatelo senza criticare e cercate di capire bene cosa vi dice.

3. Punizioni senza ergastolo. Esiste la tentazione di punire a vita un figlio per i suoi voti bassi, ma dalla terza settimana non funziona più. Se il figlio sa che qualsiasi cosa faccia non otterrà ricompense, per lui sforzarsi avrà sempre meno senso. Le punizioni devono essere a medio termine e realiste.

4. Cercate tecniche di studio utili. Di fronte a un insuccesso negli studi, parlate con vostro figlio. Se il suo metodo di studio non è adatto, cercate insieme una soluzione. Proponetegli di capire quali tecniche potrebbero andar bene e permettetegli di provarne una diversa da quella a cui è abituato. E se ne sceglie una, lasciategli la libertà di usarla. Deve tenere in mano le redini del suo cammino; il vostro ruolo è solo quello di promuovere la sua voglia di cercare soluzioni realistiche.

5. Comunicate con i docenti. Non potete arrabbiarvi solo per i risultati se ignorate la quotidianità della vita scolastica di vostro figlio. Parlate con il suo insegnante per sapere come si comporta, se c’è qualche elemento che gli può creare instabilità emotiva e che tipo di amicizie ha a scuola. E non dimenticate: promuovere il fatto che presti attenzione in classe è fondamentale per il suo successo scolastico.
6. Stabilite insieme un orario e limitate l’uso delle nuove tecnologie. È fondamentale che sappia distribuire il suo tempo e non rimanga in eterno davanti ai libri. Approfittare di ogni minuto è cruciale. Quanto all’utilizzo del cellulare o del computer, parlate di quanto può disturbare e date l’esempio. In sua presenza non utilizzate costantemente il cellulare. Non potete chiedergli qualcosa e fare il contrario.

Grande o piccolo, tenete conto del fatto che chi studia è vostro figlio, non voi. Il vostro compito è di supervisione, di vigilanza sulla sua responsabilità, non di studiare per lui o di fargli i compiti. Abituarlo all’indipendenza farà aumentare la sua autostima in tutti gli aspetti della vita.

Cosa più importante: proponetegli di tenere sulla scrivania una piccola immagine della Madonna o un crocifisso, per affidare ogni pomeriggio i propri sforzi al Signore, pregare per le sue intenzioni e ringraziarlo per i doni ricevuti. Quanto a voi, chiedete serenità per accompagnare vostro figlio negli studi e la capacità di vedere in lui un dono meraviglioso di Dio per voi.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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