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Gli errori e le imperfezioni ti frustrano? Apriti alla flessibilità

Ane Lagerqvist-CC
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Costa quando viene spezzata la nostra comodità

Mi fa paura che la mia fede, il mio modo di intendere la vita si possa liquefare. Mi fa paura perdere il fuoco dell’amore di Dio che muove i miei passi e alza la mia voce. Mi fa paura perdere la forza di quello Spirito che mi rende flessibile, di quel fuoco che mi brucia dentro e mi riempie di vita. Non voglio diventare rigido, né freddo.

Mi piacciono le parole di papa Francesco: “La rigidità non è un dono di Dio. La mitezza, sì; la bontà, sì; la benevolenza, sì; il perdono, sì. Ma la rigidità no! Dietro la rigidità c’è sempre qualcosa di nascosto, in tanti casi una doppia vita; ma c’è anche qualcosa di malattia. Quanto soffrono i rigidi: quando sono sinceri e si accorgono di questo, soffrono!”

Non voglio essere rigido nei miei pensieri, nel mio modo di vedere la vita. Non voglio essere rigido nel mio amore, nella mia donazione. Mi piace la flessibilità di chi ama con tutta l’anima, liberamente. Di chi non è schiavo di altri. Di chi non cerca sempre l’approvazione del mondo. Di chi non ha paura né degli uomini né del futuro.

So che quando divento rigido non tutto mi sembra giusto. Soprattutto quando qualcuno esprime un’opinione diversa dalla mia. Divento nervoso. Come se avessi paura di perdere io qualcosa. La mia sicurezza, il mio posto nel progetto del mondo.

Temo di pensarla in un altro modo. O che la verità in cui credo venga sminuita. O che la verità degli altri abbia più forza della mia.

So che Gesù è la mia verità. Questo è chiaro. Per Lui sono disposto a dare la mia vita. Me lo ripeto ogni mattina per non dimenticarlo. Perché so che dare la vita non dev’essere semplice. Non voglio pensare che compiendo certe cose, pensando in un determinato modo, tutto sia risolto. Non sono tranquillo.

La vita di Gesù mi sembra poco rigida. Forse troppo flessibile per la mia anima che tende alla comodità. Non aveva orari stabiliti, né vie definite. Non obbediva alla norma del ragionevole. Non tutto ciò che faceva veniva lodato da quanti lo seguivano.

Mi piacciono le persone flessibili, perché mi aiutano a superare la mia rigidità, le mie forme, i miei modi di fare le cose. Mi obbligano a spezzare i miei schemi. Mi tirano fuori dalla mia aridità e mi aprono orizzonti nuovi.

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