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Gli errori e le imperfezioni ti frustrano? Apriti alla flessibilità

Ane Lagerqvist-CC
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Costa quando viene spezzata la nostra comodità

Credo che il cammino di Dio per me si vada dispiegando passo dopo passo. Accanto a me. Non credo alle cose rigide, alle impronte uniche. Non credo alle verità imposte per decreto. Alle idee inserite nella mia anima senza che io me ne renda conto. Non pretendo di imporre niente a nessuno. Nemmeno a me stesso.

A volte, è vero, mi sembra meglio il controllo della fiducia. La sicurezza piuttosto del rischio. Ma mi spaventa questa rigidità che pretendo di costruire con le mie mani. È come se mi piacesse troppo creare correnti d’opinione, influire con il mio pensiero.

E a volte cerco di esautorare chi la pensa in modo diverso, chi non comunica con il mio credo. Cerco senza volerlo un pensiero unico, il mio, quello che mi convince. Mi fisso sulla purezza dell’interpretazione corretta. Quella che dev’essere. Quello che tutti devono pensare per non vivere nell’errore.

Mi fa paura cadere in questa rigidità e temere la libertà che ho imparato al Santuario, dalle mani di Maria. Devo imparare ad accettare gli errori, a convivere con l’imperfezione, ad accompagnare i processi. Con pazienza, con rispetto. Quando non tutto riesce perfetto.

Mettere da parte la mia paura del fallimento, dell’oblio. Quella paura che ho quando mi inquieta eccessivamente il fatto che non tutti pensino ciò che è corretto.

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