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Kenya, chiese e moschee in giallo per il dialogo

Vatican Insider - pubblicato il 29/10/16

Chiese e moschee colorate di giallo per accendere il dialogo interreligioso nel Kenya a maggioranza cristiano, ma dove l’infiltrazione jihadista ad opera dei guerriglieri somali di Al-Shabaab sta rendendo sempre più insicuro professare la propria fede. 

Si chiama «Colour in Faith» il progetto coordinato dall’artista colombiano Yazmani Arboleda e da Nabila Alibhai fondatori del gruppo civico inCOMMONS con sede a Nairobi, capitale del Kenya. In totale nove luoghi di culto (cinque chiese e quattro moschee) sono stati dipinti in tutto il Paese aggregando le comunità di entrambe le religioni. Musulmani che hanno verniciato le pareti delle chiese e cristiani che lo hanno fatto con le tradizionali moschee bianco-verdi dello Stato africano.  

«Il nostro obbiettivo è trasformare questi luoghi sacri in simbolo di unità e pluralismo – ha detto Arboleda a Quartz – abbiamo cercato di approfondire queste due religioni e trovare dei punti in comune per creare uno spazio di riflessione». «Il Kenya ha una storia alle spalle di pluralismo e convivenza religiosa, ma negli ultimi dieci anni le cose sono peggiorate e ci troviamo di fronte ad uno snodo cruciale» – afferma Nabila Alhibai, una delle ideatrici del progetto -. Non è stato facile cambiare le tradizioni degli imam locali, in un primo momento contrari all’idea di vedere ridipinte di giallo le loro moschee».  

Il prossimo anno il Kenya andrà alle urne e sarà uno dei momenti più attesi in Africa soprattutto dopo i violenti scontri che hanno caratterizzato le presidenziali nell’ultima tornata elettorale. In aggiunta l’estremismo islamico minaccia di lasciare il segno. Progetti come inCOMMONS che abbracciano le comunità in tutto il Paese sono cruciali per cercare di garantire pace e dialogo nel Corno d’Africa. 

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