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L’obbedienza dell’attesa vale la pena

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Accettando in buona fede gli insegnamenti della Chiesa, sono stato obbediente e mi sono astenuto dal fare la Comunione

Se mi fossi aspettato davvero qualcosa di drammatico – un’esplosione di adrenalina beatifica o qualche visione accecante di un nuovo ordine mondiale – sarei rimasto deluso.

Seriamente deluso.

44 anni dopo essere uscito da un confessionale vi sono tornato.

44 anni.

C’è molto di cui parlare, soprattutto senza trasformare la cosa in una maratona di terapia.

Un monsignore – gentile, compassionevole, comprensivo e paziente – ha capovolto la maledizione lanciata per 44 anni sulla mia vita spirituale dal primo quando ne avevo appena 14, quando sono stato condannato a un’eternità all’inferno per ragioni che ancora oggi sembrano assurde e irrazionali. Forse il primo era solo uno di quei sacerdoti “piccoli mostri” contro i quali papa Francesco ha messo in guardia qualche tempo fa.

Cosa mi ha riportato in questo luogo?

Sto per sposarmi.

Beh, in realtà sto per risposarmi.

Con la stessa donna con la quale sono sposato da 30 anni.

Ma permettetemi di fare un passo indietro.

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