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Come gestire al meglio il dono del tempo: un impegno per il cristiano

Flickr.com/ Creative Commons/ ©Espen Sundve

Silvia Lucchetti - Aleteia - pubblicato il 26/10/16


LE CINQUE PRIORITÀ DI GESÙ

Spesso non sappiamo a chi o cosa dare priorità, o pur avendo maturato questa consapevolezza finiamo per dare precedenza a situazioni secondarie rispetto a quello che siamo: figli, sposi, genitori, nonni, cristiani.
Non dobbiamo scoraggiarci! Non è semplice conciliare tutto, ma se lo vogliamo possiamo riportare al centro della giornata Dio e la preghiera.

Il cardinal Martini riflette sulle priorità di Gesù e ne identifica cinque:

La prima priorità: l’attenzione agli infermi

«Gesù dedica molto tempo agli ammalati, non capita mai di leggere che si sia rifiutato di avvicinarli e di guarirli per mancanza di tempo. Molti brani evangelici presentano episodi che hanno come protagonisti persone affette da varie malattie e descrivono il comportamento di Gesù verso i sofferenti. (…)Credo che per un vescovo, come pure per un presbitero, la vicinanza agli ammalati sia una reale priorità del ministero. Nella prima priorità possiamo inserire anche i poveri, la gente semplice».

La seconda priorità: la predicazione del Regno

“Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo» (Mc 1,14-15) Anche nel Vangelo di Matteo, Gesù inaugura la sua predicazione in Galilea dopo l’arresto di Giovanni Battista. Lasciata Nazaret, andò ad abitare a Cafarnao, presso il mare. […] Gesù incominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 4,13.17)”.

La terza priorità: l’incontro

«La terza priorità rimanda agli incontri, ai dialoghi e alle conversazioni di Gesù con le persone che lo ascoltavano e lo seguivano. Utilizzando le categorie psicologiche, possiamo dire che Gesù prediligeva la relazione pastorale primaria dell’incontro diretto. Moltissimi sono gli esempi evangelici. Nel Vangelo di Marco leggiamo la chiamata di Levi:
Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli, alzatosi, lo seguì. Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mc 2,13-17). Gesù preferisce il contatto pastorale primario, in questo episodio con Levi».

La quarta priorità: la preghiera

Il racconto dell’evangelista Marco, sul tipo di giornata vissuta da Gesù che abbiamo riportato nel punto precedente, ci mostra come si svegli molto presto e si ritiri in un luogo deserto, solitario per pregare. «Gesù si ritirava volentieri a pregare, lo faceva spessissimo, nella solitudine e nelle ore notturne, soprattutto in occasione di avvenimenti importanti per la sua missione (…)». Gesù a differenza nostra non prega solo quando ne ha la possibilità, ma al contrario è la preghiera che scandisce il suo tempo, perché rappresenta per Lui un appuntamento fondamentale.
Il cardinal Martini invita tutti noi a domandarci, alla luce dell’esempio di Cristo, cosa rappresenta per noi la preghiera; se è per noi un momento veramente importante a cui dare spazio durante la nostra giornata, oppure se la consideriamo un impegno confinato ai momenti particolari del calendario liturgico o in occasione delle feste più importanti della cristianità.

LEGGI ANCHE:Cosa vuol dire il papa quando afferma che “il tempo è superiore allo spazio”?

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cardinale carlo maria martinigesù cristopreghieratempovangeli
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