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A chi ha chiesto il permesso Gaudì prima di costruire la Sagrada Familia?

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Alvaro Real - pubblicato il 26/10/16

Gli aspetti meno conosciuti della vita del geniale architetto

Tutti conoscono la Sagrada Familia e le grandi opere di Gaudí. È apprezzato, invidiato e lodato per la sua perfezione geometrica, per le sue forme organiche e per la sua grande originalità.

Ma pochi conoscono la sua vita personale, la sua dimensione meno conosciuta: la sua fervente religiosità. Perché Gaudí realizzò queste opere? Com’era la sua vita quotidiana? Che rapporto aveva con i suoi lavoratori? Dove prendeva la sua ispirazione? A chi chiese permesso prima di costruire la Basilica?

  1. Perché? Gaudí, un missionario

Gaudí aveva un desiderio. Fare in modo che le sue opere diventassero un’espressione pubblica ed evangelizzatrice della fede cristiana. Lo possiamo notare soprattutto nella sua ultima fase, quella della maturità.

Gaudí poneva la Croce sopra ognuna delle sue opere, e questo gli causò anche dei problemi con i suoi clienti. Nel famoso edificio “La Pedrera” volle collocare un’immagine della Madonna. Ai proprietari non piacque quest’idea.

La Sagrada Familia è stato definito un catechismo in pietra. Gaudí ebbe l’intuizione che la fede debba essere portata fuori dalle chiese.

Ecco perché dentro la chiesa non si vedono la Nascita, la Passione né la Gloria; sono i passanti, cattolici o meno, quelli che finiscono col vedere la sua opera, e dunque sono loro l’obiettivo della sua missione: mostrare il Vangelo.


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2. Com’era la sua vita quotidiana? Gaudí, un uomo di misericordia 

Non ha voluto mostrare il Vangelo soltanto con la sua opera, ma anche con la sua vita. Si prendeva cura di coloro che lavoravano con lui, li andava a trovare a casa, se malati faceva in modo che non sarebbe mancato loro nulla, e li aiutava anche da un punto di vista economico.

Realizzò, ad esempio, una scuola per i figli degli operai che lavoravano nel cantiere della Sagrada Familia.

3. A chi chiese permesso prima di costruire la Basilica? Gaudí, uomo di umiltà e preghiera

Il Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia fu la sua preghiera finale. Era solito consultare la Madonna di Montserrat prima di iniziare nuove opere, e fece la stessa cosa anche in questo caso.

Visse in povertà e rinunciò a grandi progetti personali, pur di concludere la sua opera. Fece un digiuno che quasi lo uccise, e dedicò i suoi ultimi anni interamente alla Sagrada Familia,l’emblematica “cattedrale dei poveri” o “Bibbia in pietra”.

Aveva abitudini semplici: lavorare e pregare. Ogni giorno si recava alla Chiesa della Congregazione di San Filippo Neri per restare in adorazione davanti al Santissimo Sacramento.

E proprio per recarsi in chiesa fu investito da un tram. Vestiva in modo talmente umile che i soccorritori lo scambiarono con un mendicante. Fu ricoverato nell’Ospedale della Santa Croce. Le sue ultime parole furono:“Déu meu, Déu meu” (“Dio mio, Dio mio!”).


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4. La sua ispirazione? Gaudí, uomo di santità

Antoni Gaudí è sulla strada verso la santità. José Manuel Almuzara, presidente dell’Associazione Pro Beatificazione di Antoni Gaudí ha rivelato ad El Comercioa che punto si trova il processo.

È già servo di Dio e “negli anni ci siamo dati da fare per dimostrare le sue virtù eroiche e dei possibili miracoli. Ora manca soltanto che il Congresso ordinario dei cardinali e dei vescovi studi la documentazione”.

“Anche se non fosse stato un genio, la sua dimensione religiosa sarebbe stata comunque proiettata nelle sue opere; ma senza la sua fede la sua componente artistica sarebbe stata molto diversa“, spiega Almuzara.

Tutti, cattolici o meno, sono estremamente affascinati dalla genialità di Gaudí, visibile nella sua architettura e soprattutto nella Sagrada Familia. Forse è arrivato il momento di osservare più a fondo la più grande opera di questo artista: la sua intera vita.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]
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