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Cosa fare quando viene meno l’euforia della conversione

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Katrina Fernandez - pubblicato il 25/10/16

Un convertito cattolico vuole “tornare a quella gioia”

Katrina,

sto attraversando un periodo piuttosto difficile. Mi sono convertito circa tre anni fa e ora sono un po’ frustrato. Sento come se la Chiesa a cui mi sono convertito non esistesse. Dove sono tutta la tradizione e la ricca liturgia? Le cose che ci sono state insegnate nei riti di iniziazione cattolica per adulti sembravano così chiare; ecco quello che la Chiesa insegna su questo, ecco quello che dice il Catechismo… In realtà, però, non è affatto così. La gente fa un po’ quello che vuole.

Mi sono così stancato che di recente ho iniziato a frequentare una chiesa ortodossa, e la liturgia è sublime. Sono talmente deluso dalla Chiesa che ho pensato seriamente di convertirmi all’ortodossia. Vorrei potermi spostare in un’altra diocesi che ha parrocchie migliori. Come posso tornare a provare la gioia che mi invadeva quando mi sono convertito?

Anonimo
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Caro Anonimo,

il tuo rapporto con il cattolicesimo è un rapporto vivo con Cristo e con la sua Chiesa. A questo riguardo, è simile ad altri rapporti che hai nella vita – amici, familiari, colleghi, coniuge. Un rapporto sano esposto al tempo e alle turbolenze è un rapporto con basi solide in cui ogni membro partecipa dando e prendendo. Se ti aspetti che la Chiesa ti realizzi costantemente o soddisfi sempre le tue aspettative, in questo rapporto sei quello che “prende”. Cosa stai dando alla Chiesa?

Continuando a usare la metafora del rapporto, diciamo che sei sposato e non sei soddisfatto del tuo coniuge. Qual è la cosa più sana da fare? Avere una relazione extraconiugale, divorziare o andare in terapia? La terapia, ovviamente. A meno che tu non cerchi una guida per risolvere la fonte del tuo scontento, tutto ciò che farai è trasferire la tua insoddisfazione su un altro partner e ripetere i modelli di rapporto che hai adottato finora.

Lasciare la Chiesa, convertirsi a un’altra religione o fluttuare di parrocchia in parrocchia alla ricerca della chiesa perfetta ti farà entrare in un circolo infinito di mancata realizzazione e frustrazione. Nessuna Chiesa, indipendentemente da quanto sia sublime la liturgia, è priva di problemi, perché ogni Chiesa, indipendentemente dalla religione, è gestita da uomini fallibili. Per nostra fortuna, la Chiesa cattolica è guidata da Dio, che è infallibile.

Mi sembra semplicemente che l’euforia della conversione stia venendo meno, il che è del tutto naturale. L’euforia è un periodo che segue la conversione in cui si viaggia nell’iperuranio, un po’ come nella luna di miele. Hai seguito il rito di iniziazione cristiana per adulti, tutto il tuo duro lavoro è stato ripagato, sei ufficialmente un cattolico autentico e puoi ricevere la Comunione. Amen e alleluia!

E poi arriva la realtà. Tutto il duro lavoro non è finito, sta solo iniziando. Dovrai lavorare sodo per mantenere e costruire questo rapporto e impegnarti a nutrirlo. I cattolici sono chiamati alla conversione continua, il che vuol dire che non smetterai mai di imparare sulla tua fede. Questa ricerca di ulteriore conoscenza ti aiuta a scoprire sempre più verità sul cattolicesimo che prima ti erano nascoste, il che costruisce a sua volta l’apprezzamento. Dall’apprezzamento deriva l’affetto, e l’affetto porta all’amore.

So che ci sono situazioni davvero frustranti nella Chiesa che mettono alla prova la nostra pazienza e la nostra fede, ma dobbiamo usarle come opportunità per crescere in questi campi. Dobbiamo confidare in Dio e nella guida dello Spirito Santo, e accettare che la Chiesa è sopravvissuta per più di duemila anni nonostante tutto ciò che l’uomo ha fatto per provare a corromperla e a rovinarla.

Dovrai allenare i tuoi occhi e le tue orecchie a cercare Dio nella Chiesa, non nell’uomo. Se cerchi elementi negativi che rafforzino le tue frustrazioni attuali troverai solo questi. Il modo migliore per allenare il tuo sguardo è attraverso la preghiera, l’adorazione, la frequenza alla Messa, il Rosario, la lettura della Scrittura, il volontariato o unendoti a un altro gruppo nella tua parrocchia (gruppo di studio o di preghiera). Raccomando anche, se ne hai la possibilità, di parlare regolarmente con un direttore spirituale o con il tuo parroco.

Ripeto: quello che stai provando è parte del flusso e riflusso naturale della spiritualità. La perseveranza, la fedeltà e la preghiera ti aiuteranno a trovare quella gioia che ti manca.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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testimonianze di vita e di fede
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