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La canzone cattolica che ride in faccia alla morte

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For Those I’ll Leave Behind

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“Ai cristiani viene detto e ripetuto: non temete! Invece che a temere la morte, siamo chiamati ad abbracciarla, ad essere pronti in ogni momento” – Kevin Heider

Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?” Queste parole potrebbero suonarvi familiari, se conoscete “Christ is Risen” di Matt Maher. O potreste averle lette da una fonte leggermente precedente: 1 Corinzi.

E appare nuovamente in “For Those I’ll Leave Behind”, l’ultima l’ultimo release del cantautore cattolico Kevin Heider.

“Ai cristiani viene detto e ripetuto: non temete! Invece che a temere la morte, siamo chiamati ad abbracciarla, ad essere pronti in ogni momento. Le nostre preghiere sono piene di tali riferimenti – ‘Prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte’ – e abbiamo anche San Giuseppe patrono della buona morte”, ha spiegato Heider raccontando ciò che ha ispirato la canzone.

Rimanendo fedele allo stile che abbiamo imparato a conoscere ed amare, l’artista folk indipendente prosegue: “Ho scritto la canzone, in definitiva, per ricordare a me stesso – con un inno rauco e vibrante – di non temere, di essere pronto alla morte e di accoglierla, di rispondere alla sua chiamata dicendo ‘eccomi’, affinché io possa – come dice il testo della canzone stessa –  ‘lasciare il segno’ e ‘combattere l’oscurità per coloro che lascio dietro di me”.

La canzone costituisce uno degli ultimi brani del concept raccontato nell’ultimo EP di Heider, “Us”, che segue l’evolversi di una relazione, dai primi incontri della coppia e dall’attrazione iniziale (“The Man Who Refused to Dance”) fino alla loro morte (“Down by the Sycamore”).

E se pensate che l’approccio ottimista e positivo di Haider ad un tema così serio sia il frutto di una fede ingenua e infantile – una fede che non ha ancora affrontato gli aspetti più tristi della vita – sappiate che la canzone è nata in un momento in cui la tragedia sembrava essere ovunque:

“Ho scritto ‘For Those I’ll Leave Behind’ poche settimane prima che mia moglie ed io avessimo il nostro primo figlio. Un momento esistenziale, in cui ho meditato sulla nuova vita, sulla mia morte (che un giorno, inevitabilmente, arriverà) e sulle morti inaspettate di molti giovani genitori e coniugi nella nostra comunità. Tanti episodi tragici, così pieni di tristezza… eppure, nelle celebrazioni delle loro vite, abbiamo visto tanta gioia, speranza e gratitudine. Siamo ‘condannati‘ alla gioia”.

Sul suo sito potete approfondire la musica di Heider ed invitarlo ad esibirsi in concerto. Non dimenticate di ascoltare “Us”, il suo ultimo EP, su iTunes.

Libby Reichert

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