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L’adorazione al Santissimo trasforma il nostro cuore. 3 situazioni che lo dimostrano

Shutterstock/Rawpixel.com

Catholic Link - pubblicato il 25/10/16

di Sebastian Campos

Immagina che ti venga a trovare il presidente del tuo paese, che cammini per la tua strada e, senza averlo annunciato, venga a bussare alla porta di casa tua. Anche se non dovesse rispecchiare perfettamente il tuo orientamento politico, per il solo fatto di essere la massima autorità civile, lo rispetteresti, ti scuseresti per avere la casa in disordine e gli offriresti qualcosa. Se invece fossero i tuoi genitori a bussare, apriresti loro la porta e li faresti entrare, se dovessero voler mangiare qualcosa si servirebbero da soli e aprirebbero il frigorifero. Perché sono di casa, tra voi c’è molta confidenza. A meno che tu non abbia un rapporto distante con loro, molto probabilmente accoglierai con affetto la loro visita, e non con l’apprensione e il nervosismo che avresti se dovessi ricevere il presidente del tuo paese.

Quando ci avviciniamo al Santissimo Sacramento dell’Altare, abbiamo due opzioni: trattarlo da presidente, oppure pensare a Lui come a nostro Padre. Gesù è stato con noi proprio per annullare le distanze. Sapeva che noi umani siamo limitati, e che abbiamo bisogno di stare di fronte ad una persona se vogliamo stringervi un rapporto di amicizia. Infatti, quando ci accostiamo al Sacramento andiamo a trovare una Persona. Non andiamo da Essa come se stessimo andando a vedere le piante che crescono o un’esposizione artistica; no, andiamo a fare una visita, a condividere il nostro tempo con qualcuno di speciale.


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Noi cattolici visitiamo il Santissimo Sacramento non perché dobbiamo fare compagnia al povero Gesù, tutto solo sull’altare, ma perché è Lui colui che ha voluto stare in mezzo a noi. Non solo per ricordarci di Lui, ma per agire nelle nostre vite come ha fatto duemila anni fa, perché vuole continuare ad amare l’umanità supplicante e bisognosa, e perché – giorno dopo giorno – vuole offrire la Sua vita per la nostra. È questo sguardo d’amore ad invitarci ogni giorno ad unirci al Signore; Lui non vuole soltanto che ci inginocchiamo davanti a Lui, ma desidera trasformare il nostro cuore.

Vogliamo condividere con te tre cose che accadono nella vita di un cristiano che si accosta al Santissimo Sacramento in Adorazione.


1. L’Adorazione corregge la nostra prospettiva

perspectiva©Stocksnap.io

Ci piace aggrapparci alle belle promesse che ci ha dato il Signore, ma Gesù ci ha promesso anche qualcosa che preferiamo dimenticare, perché ci mette a disagio: «Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!» (Giovanni 16:33).

È una realtà: tutti quanti abbiamo problemi, grandi o piccoli che siano. Qualcuno ha dei problemi economici o di salute, qualcun altro ha invece problemi famigliari o di lavoro. Spesso facciamo confusione sulle effettive dimensioni delle situazioni che viviamo (e sulla grandezza di Dio). Nel nostro cuore abbiamo eretto un altare in cui, nell’arco della giornata, eleviamo diversi idoli. Li adoriamo, rendiamo loro il nostro culto e offriamo loro sacrifici affinché agiscano in nostro favore. Di solito, quando non abbiamo una via di scampo, rimettiamo Dio al centro. Gli consegniamo il trono, affinché si faccia carico della nostra situazione; ma lasciamo dei piccoli altari in modo che le altre divinità possano restare. Molte volte la nostra vita spirituale ruota attorno alle situazioni, invece di ruotare attorno a Dio.


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Quando ci troviamo di fronte a Dio – e gli cantiamo lodi dicendo quanto Lui sia meraviglioso, grande, onnipotente e tutte le altre qualità che riconosciamo come parte della sua identità – non lo facciamo perché Lui soffre di una sorta di Alzheimer egocentrico che non Gli permette di ricordarsi delle proprie virtù. Lui già sa tutto, non è necessario che Gli rinfreschiamo la memoria; ma noi abbiamo un gran bisogno di ricordare chi è il nostro Dio e quanto grande è il Suo potere. Abbiamo bisogno di ricordare quanto Lui sia grande.

«Grande è il Signore, onnipotente, la sua sapienza non ha confini» (Salmo 146, 3).

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adorazioneamore di diogratitudine
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