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Secondo "Parola di Dio”, il cristianesimo complottista manipola gli uomini

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 24/10/16

L'atteso film russo immagina uno studente fanatico cristiano che vuol rovesciare l'evoluzionismo farneticando. Una pellicola… surreale e denigratoria...

Sta facendo scalpore il nuovo film russo “Parola di Dio”. Al Festival del cinema di Cannes ha ricevuto il plauso della critica, e dopo aver vinto il premio del pubblico come miglior film europeo a Biografilm Festival | International Celebration of Lives – dove è stato presentato in anteprima italiana – arriva nei cinema a partire dal 27 ottobre (http://www.cinematographe.it, 10 ottobre).

Il lavoro del regista Kirill Serebrennikov parte da una domanda: «Cosa succederebbe se leggessimo la Bibbia come l’ISIS legge il Corano?» “Parola di Dio” (titolo originale “The Student“) mette in scena un vero e proprio scontro ideologico tra uno studente che sceglie la via dell’estremismo cristiano e la sua professoressa di biologia atea.

I TORMENTI DI VENIAMIN

Alle ragazze non dovrebbe essere concesso di partecipare alle lezioni di nuoto in bikini. Insegnare educazione sessuale a scuola è sbagliato. L’evoluzionismo è una teoria non provata e dovrebbe essere affiancata al creazionismo.

Sono queste e altre le osservazioni anacronistiche che il giovane Veniamin, in piena crisi mistica, muove a chi gli sta intorno, citando a memoria i passi più cruenti della Bibbia (sopratutto dal Levitico) e tentando di imporre anche ai suoi compagni di scuola la sua ortodossia estrema. L’unica voce che si contrappone a lui è quella di Elena, giovane professoressa di biologia cresciuta alla scuola della scienza e del razionalismo.

IL VERO OBIETTIVO DEL FILM

L’obiettivo del film è palese e lo ha spiegato, peraltro senza giri di parole, il regista russo Serebrennikov: «Il film  mostra la religione come una forma di manipolazione, uno strumento che viene utilizzato da un giovane uomo per manipolare le persone intorno a lui» (Il Fatto Quotidiano, 13 ottobre).

“SONO BUDDISTA”

Dalla Russia, dove il credo cristiano ortodosso è in netto rialzo, arriva dunque l’ennesima pellicola che prova a trasformare il cristianesimo, in questo caso, in una religione cattiva e violenta. Una predica che giunge, peraltro, da un convinto buddista. «Io pratico il Buddismo – ammette il regista – Non è una vera e propria religione, non si tratta di credere in Dio, ma piuttosto di come rapportarsi con gli altri esseri umani del mondo. Il Buddismo non è complicato. Io sono contro ogni forma di oscurantismo, sono contrario a chiunque ti dica cosa devi fare. Io mi pongo moltissime domande sul mondo, sull’universo, sulle persone che mi circondano. La religione fornisce delle risposte. L’arte consiste nel porre domande».

“CONTROLLA LE MENTI”

L’operazione di Serebrennikov è chiarissima e mostra un atteggiamento anticristiano e antireligioso, quasi estremista, da parte del regista. Che ragiona così:. «Il protagonista del film ha trovato la sua vita d’uscita nella religione. In Russia, la religione è ovunque. Come negli Stati Uniti, i predicatori si sono impadroniti delle televisioni. La religione è diventata la seconda ideologia ufficiale. Controlla la mente di chiunque. È un dogma caliginoso, che diffonde oscurantismi ovunque».

CONTRO PUTIN

Il film diventa anche l’occasione per scagliarsi contro Putin. «I Russi preferiscono avere un leader da seguire, piuttosto che pensare con la propria testa. Anche se la religione è separata dallo Stato, in realtà la religione ortodossa controlla ogni livello della società».

“Parola di Dio” troverà proseliti? Alle sale da cinema, l’ardua sentenza.

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