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Giovani cristiane scampate all’ISIS attribuiscono la loro salvezza alla Vergine Maria

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Sono rimaste otto ore sotto i letti in una stanza occupata dai militanti

In quello che sia il sacerdote che le ragazze considerano un miracolo, “i combattenti dell’ISIS non le hanno viste”. Una delle giovani ha detto in seguito: “Quando i militanti dell’ISIS sono entrati nella nostra stanza, non ci hanno viste e abbiamo sentito che la Vergine Maria chiudeva i loro occhi impedendo loro di individuarci”.

L’attacco a Kirkuk ha avuto luogo nel contesto di un’offensiva più ampia da parte degli eserciti curdo e iracheno per riconquistare la città di Mosul, di cui lo Stato Islamico si è impadronito nel 2014 e che ha dichiarato un califfato.

Padre Momika ha spiegato che le sette ragazze sono tra gli oltre 100 rifugiati che assistono alle lezioni universitarie a Kirkuk dopo essere stati cacciati dalle loro città dall’ISIS nel 2014.

Molte delle ragazze sono di Mosul e di città vicine come Bartella, Alqosh e Telskuf, e tutte prima dell’invasione studiavano all’università di Mosul.

Le loro famiglie vivono nei campi di rifugiati di Erbil, ma visto che non potevano continuare a studiare lì si sono iscritte all’università di Kirkuk. Dato che viaggiare avanti e indietro ogni giorno era pericoloso, vivono nelle case che la Chiesa affitta in città, tornando a Erbil nei fine settimana.

Due confratelli di padre Momika, padre George Jahola e padre Petros, ordinato con lui il 5 agosto, sono andati sabato a Kirkuk per prendere le ragazze e riportarle a Erbil.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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