Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

L’Occidente di fronte al significato di libertà

Condividi

Zygmunt Bauman: il destino della società occidentale dipende dalla “lettura” del concetto di libertà

«La libertà è il nostro destino: una sorte che non può essere ignorata e non ci abbandona mai» scrive Zygmunt Bauman.

L’uomo ha da sempre aspirato alla libertà e si è battuto nel corso dei secoli per essa generando dinamiche e rotture che hanno modificato sistemi e tradizioni: ma oggi cosa significa libertà? La nostra società occidentale è veramente libera? Il libro “Il destino della libertà. Quale società dopo la crisi economica?” (Città Nuova editrice) raccoglie gli interventi di un convegno dall’omonimo titolo svoltosi a Perugia nel 2014 che ha visto protagonisti il famoso intellettuale Zygmunt Bauman, teorico della società liquida, e i sociologi Mauro Magatti e Chiara Giaccardi. I tre studiosi riflettono sul risultato paradossale che l’enorme sviluppo economico degli ultimi quattro decenni ha prodotto sulla libertà, aumentando in maniera esponenziale da una parte le possibilità di scelta dell’uomo, e imprigionandolo dall’altra in una visione completamente individualistica dell’esistenza. L’uomo così è divenuto schiavo di se stesso, dipendente dal consumismo e dagli strumenti tecno-economici e quindi, verrebbe da concludere, meno libero.

«IO SONO IN GRADO DI CONTROLLARE LA MIA VITA, QUINDI SONO FELICE»

Bauman apre il suo intervento partendo dai risultati di un importante studio svolto da un prestigioso gruppo di ricercatori di molte Università europee, tra cui la sociologa Aleksandra Kania che ha realizzato una ricerca comparativa sui valori della società europea. Lo studio ha mostrato le differenze sulle visioni valoriali tra le nazioni, ma ha anche messo in luce un elemento comune a tutti i Paesi. Alla domanda «Sei felice?» è emersa una forte corrispondenza tra la percezione della propria felicità e la percezione del controllo sulla propria vita. Connessione che porta ad affermare, dice Bauman, «io sono in grado di controllare la mia vita, quindi sono felice».

«Tutto ciò significa che una persona per sentirsi veramente libera deve avere la capacità di autodefinizione, di produrre la propria identità e di evitare ogni costrizione. Secondo questa ricerca, dunque, questo sarebbe il concetto di libertà condiviso dalla grande maggioranza della popolazione europea».

LEGGI ANCHE: Le donne sono davvero più libere?

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni