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“Le bambine cristiane sono delle cose. Abusare di loro è un diritto”

Vídeo di propaganda dello Stato Islamico

Aleteia - pubblicato il 21/10/16

Rapporti recenti parlano di “una bambina di 8 anni che è stata comprata, venduta e stuprata da otto militanti diversi in 10 mesi”, di una “schiava sessuale che si è data fuoco per evitare di essere stuprata” e di una coppia che dopo che le figlie erano stati rapite dallo Stato Islamico ha aperto la porta e ha trovato in un sacco di plastica parti del loro corpo e un video che mostrava come venivano torturate e stuprate insieme ad altre donne cristiane e alawite massacrate dagli jihadisti che avevano invaso il loro villaggio.

Questo tipo di crimine abominevole non si limita a gruppi come lo Stato Islamico e Boko Haram – quest’ultima è un’organizzazione radicata in Nigeria che si definisce anch’essa in termini esclusivamente islamici ed è nota perché sequestra, schiavizza, stupra e uccide bambine cristiane.

Pakistan

Ogni anno circa 700 bambine cristiane e 300 induiste vengono rapite, schiavizzate e stuprate in Pakistan. Sono numeri estremamente elevati se si considera che cristiani e induisti rappresentano ciascuno solo l’1% della popolazione del Paese, a maggioranza musulmana.

Appena quattro giorni dopo la denuncia della sofferenza delle donne cristiane da parte di Open Doors, due uomini musulmani in Pakistan hanno invaso la casa di una donna cristiana il cui marito serviva l’Esercito. L’hanno legata e stuprata, minacciando al contempo di uccidere la figlia di 2 anni. La donna, di 30 anni, ha raccontato: “Mi hanno trattata come se fossi un animale, dicendo che ero una cristiana inutile… Hanno detto che tutte le donne cristiane sono prostitute e che sarebbero tornati e avrebbero ripetuto tutto se avessi raccontato a qualcuno cos’era successo”.

Visto che è donna e ritenuta “infedele” perché non è musulmana, la Polizia (e la legge) non hanno fatto nulla per lei. Nella stessa settimana, altre cinque bambine cristiane sono state sequestrate, costrette a convertirsi all’islam e a sposare i loro sequestratori.

Sono ormai innumerevoli i casi di stupro e assassinio di bambine cristiane – e a volte di bambini cristiani – in Pakistan. In un caso, un musulmano che ha violentato una bambina cristiana di 9 anni si vantava di aver “fatto la stessa cosa con altre bambine cristiane”, secondo la deposizione di abitanti del luogo. “Questo tipo di situazione si verifica spesso. Le bambine cristiane sono considerate beni da poter usare a piacere. Abusarne è un diritto. Nella mentalità della comunità (musulmana) non è neanche un crimine. I musulmani le considerano bottino di guerra”.

Egitto

Una situazione simile si verifica in Egitto. Nel luglio 2012, il parlamentare americano Chris Smith ha testimoniato l‘“escalation di sequestri, conversioni e matrimoni forzati di donne e bambine cristiane copte. Vengono terrorizzate ed emarginate”.

Il defunto patriarca copto Shenouda III, leader di questa comunità cristiana in Egitto, sottolineava questa tendenza già nel 1976: “C’è la pratica di convertire bambine copte perché abbraccino l’islam e si sposino con dei musulmani sotto minaccia terroristica”.

Solo tra il 2008 e il 2013, in Egitto sono stati documentati circa 600 casi di sequestro, stupro e conversione forzata di donne cristiane. Da allora la situazione non ha fatto che peggiorare, come riassume il titolo di un rapporto del 2012: “Aumento drammatico del numero di sequestri e conversoni forzate di donne cristiane copte in Egitto”.

Mentre le giovani vengono stuprate, le più anziane subiscono umiliazioni di altri tipi, ma anche in contesti sessuali. Il 20 maggio una donna di 70 anni si è vista strappare i vestiti di dosso ed è rimasta completamente nuda. Una folla musulmana inferocita le sputava addosso e ha sfilato con lei per le vie di Minya tra espressioni di scherno, fischi e grida “Allahu Akbar” (“Dio è Grande”).

Uganda

Due giorni prima della pubblicazione del resoconto di Open Doors, in Uganda dei musulmani hanno picchiato e stuprato una ragazza cristiana di 22 anni perché aveva accusato il direttore di una moschea di aver ucciso suo padre in una discussione religiosa. Il mese precedente, la figlia 13enne di una donna che aveva abbandonato l’islam per convertirsi al cristianesimo è stata stuprata da musulmani locali, che le hanno detto: “Questo è il secondo avviso a tua madre per aver disonorato la fede dei musulmani”.

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bambiniboko haramcristiani perseguitatidonnejihadschiavitùstato islamicoviolenza sessuale
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