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Gli errori liturgici più comuni a Messa

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Un errore frequente: recitare le preghiere proprie del sacerdote

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(c) Roman Catholic Archdiocese of Boston

Ci sono preghiere che sono proprie ed esclusive del sacerdote. Ad esempio “Per Cristo, con Cristo e in Cristo…”, la dossologia con cui il sacerdote chiude l’anafora (parte centrale della Messa). Solo il sacerdote può pronunciarla. Anche se il celebrante invita (dicendo “Tutti insieme!” o cose del genere), i fedeli dovranno rimanere in silenzio, immobili, e rispondere alla fine il solenne “Amen” (cfr. OGMR 151). I laici non devono neanche recitare la preghiera della pace (“Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli ‘Vi lascio la pace, vi do la mia pace’…”). Solo il sacerdote pronuncia questa preghiera.

Bisogna distinguere il ruolo del sacerdote e quello del laico a Messa: “Si deve evitare il rischio di oscurare la complementarietà tra l’azione dei chierici e quella dei laici, così da sottoporre il ruolo dei laici a una sorta, come si suol dire, di «clericalizzazione», mentre i ministri sacri assumono indebitamente compiti che sono propri della vita e dell’azione dei fedeli laici” (Redemptionis Sacramentum).


LEGGI ANCHE: Cos’è un abuso liturgico?


Comportamento sconveniente dei fedeli

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Lincoln Rogers / Shutterstock

Conversazioni, rumore, danze… niente di tutto questo si adatta bene alla Messa. Ci saranno sicuramente luoghi e circostanze propizi per mostrare la gioia di essere cristiani, ma a Messa vale la “regola d’oro”: non vi si dovrebbe fare quello che non starebbe bene fare sul Calvario.

Ci troviamo di fronte al sacrificio del Figlio di Dio! Sull’altare, Gesù si offre al Padre come vittima, per i nostri peccati. Conversare con il vicino, rispondere al cellulare, battere le mani o eseguire coreografie, danze ecc. non è proprio della Messa.

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