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Perché alcune persone ottengono miracoli e altre no?

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© P. Chinnapong / Shutterstock

Canção Nova - pubblicato il 18/10/16

Ci sono 6 motivi, e l'ultimo è il più importante

In tutta la storia del popolo di Dio e della Chiesa ci sono resoconti di autentici miracoli. I miracoli sono interventi di Dio, riguardo ai quali possiamo dire che, per amore, Egli compie un’eccezione per ciò che supera la nostra natura e la nostra comprensione. Il miracolo è una prova di Dio, una pratica esclusiva del Suo amore onnipotente, che fa parte di un piano superiore. Il Signore non vuole viziare i Suoi figli, ma salvarli; ogni miracolo fa parte del Suo piano salvifico.

Ecco una piccola “diagnosi”, in sei parti, per capire quali sono i motivi per cui non avete ancora ottenuto il miracolo di cui avete bisogno.

1. Non chiedere miracoli

Sembra ovvio, ma molti non ottengono miracoli perché non li chiedono, anche se esistono grazie che otteniamo senza chiederle. Un chiaro esempio è il fatto che il sole sorga ogni mattina. Il Padre “fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni” (Mt 5,45).

Se si vuole un miracolo, bisogna chiederlo. Molte persone perdono tempo lamentandosi, reclamando, ma dimenticano che Dio può tutto, in tutto e in tutti. Usate il tempo che sprecate a reclamare e fatene una preghiera a Colui per il quale nulla è impossibile. Offrite le vostre lacrime nella preghiera. Egli vi ascolterà.

2. Non avere fede

In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete” (Mt 21, 21-22).

Se stiamo già pregando ma non riusciamo a ottenere il miracolo, può essere che ci manchi la fede. Nella Lettera agli Ebrei esiste un’ottima definizione: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza” (Eb 11,1-2). La buona testimonianza è proprio questo intervento divino.

Chiedere un miracolo con fede è avere la certezza che solo Dio è capace di compierlo, perché se dipendesse esclusivamente dagli uomini non accadrebbe nulla.

3. Non perseverare

Siamo della generazione fast food e Internet senza limiti, in cui in ogni momento cerchiamo l’illimitato. Una generazione altamente tencologica e con grandi facilitazioni. Siamo abituati ad avere tutto subito. La logica divina non è cambiata, non tutto è spontaneo. Quante persone sono guarite da alcune malattie dopo anni in cui la famiglia aveva chiesto un miracolo? Per capire la logica di Dio, impariamo con Gesù: “Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: “C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi“. E il Signore soggiunse: “Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”” (Lc 18,1-8).


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Quando vogliamo qualcosa, del resto, non lottiamo per ottenerlo? Vale anche nel mondo spirituale. Persistendo nella preghiera, prendiamo sempre più coscienza del fatto che Dio è l’unico capace di realizzarlo, e la nostra fede cresce.

4. Non sapere come chiedere

Se nonostante fede e perseveranza il miracolo non è ancora arrivato, è perché state agendo in modo errato. Il miracolo non arriva a partire da una formula o da un ordine, da un rito. Il “come” è un modo di chiedere, e il chiedere è sapere che il miracolo dipende solo da Lui. Bisogna saper riconoscere totalmente (con la mente, le parole e il cuore) che solo il Signore può concederci il miracolo.

5. Superare la prova prima che avvenga il miracolo

La sofferenza, la tribolazione, la malattia, qualsiasi avversità che si presenta non è volontà di Dio, ma Egli la permette, come ha fatto con Giobbe, perché possiamo crescere con questi eventi della vita. Il ritardo del Signore nell’agire può derivare dal fatto che non riusciamo a imparare da quell’episodio. Egli, come Padre, permette l’avversità perché possiamo crescere nel soprannaturale.

Si nota in modo molto concreto, ad esempio, nella guarigione interiore, quando molti, dopo il perdono concesso a una persona, ottengono l’apertura a una cura fisica o riescono ad avere fede sufficiente per intercedere per una causa impossibile nella propria famiglia.

6. Non è volontà di Dio che quel miracolo avvenga

Quanto è difficile riconoscerlo! Ma è una verità tremenda. Egli è Amore e vuole il nostro bene. Quello che riteniamo positivo per noi può non essere un bene reale, e Dio lo sa. “Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri” (Is 55,8). Dicendo questo, Gesù spiega: “Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano” (Mt 7,11).

Egli non ci concede e noi non capiamo. Ciò che conta è non agire come bambini capricciosi, ma riconoscere e far maturare la nostra dedizione a Lui, e riconoscere che più importante dei miracoli del Signore è il Signore dei Miracoli, che ha già compiuto il miracolo più grande, ovvero la nostra salvezza attraverso la Sua Passione e Resurrezione, e ci concede il prezioso miracolo dell’Eucaristia in ogni Santa Messa.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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