Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Le differenze contano: i cattolici sono ancora lontani dall’unione con i luterani

Condividi

Nonostante i recenti passi verso la riconciliazione, la dottrina resta un ostacolo all'unità

Alla fine di ottobre, papa Francesco si recherà in Svezia per unirsi a una celebrazione della Federazione Luterana Mondiale per l’apertura del 500° anniversario della rottura di Martin Lutero con la Chiesa cattolica e l’inizio della Riforma protestante.

Il gesto del papa sottolineerà i passi compiuti negli ultimi anni da cattolici e protestanti per riconciliare le loro differenze, ma anche il percorso ancora da compiere per ripristinare l’unità.

Tra gli indicatori recenti dei progressi già compiuti, c’è la pubblicazione di un documento della Conferenza Episcopale Tedesca che definisce Lutero un “maestro della fede”.

Lo è stato senza dubbio, ma era anche qualcosa di notevolmente più complesso.

La complessità viene suggerita dalla descrizione del tempestoso agostiniano da parte dello storico Christopher Dawson come “un uomo dal potere e dall’energia titanici, che combinava… l’eloquenza vernacolare del demagogo e la convinzione religiosa del profeta”.

Lutero è stato sicuramente un maestro, guidato dal desiderio di fedeltà a quello che pensava intendesse la Scrittura ed esasperato da quelli che riteneva – e spesso erano davvero – abusi all’interno della Chiesa cattolica della sua epoca.

Lutero ha promosso innovazioni dottrinali e pratiche, e lo stesso hanno fatto altri luterani, calvinisti, anglicani, anabattisti e la folla sempre crescente di altri nuovi settari che hanno preso la via da lui inaugurata.

Ora il principio della Sola Scriptura – la Scrittura come unica regola di fede – è diventato un principio di disunione. Come spiega Brad Gregory dell’Università di Notre Dame nel suo notevole studio The Unintended Reformation (Harvard University Press), fin dai primi anni della Riforma i riformatori non erano d’accordo tra loro sul significato della Scrittura, e hanno così prodotto un’ampia gamma di rivendicazioni di verità conflittuali tra loro.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni