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Questa donna ha incontrato l’infermiera che le salvò la vita 38 anni prima

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Amanda Scarpinati aveva pochi mesi di vita quando fu ricoverata all’Albany Medical Center per delle ustioni di terzo grado, causate da un umidificatore a vapore caldo. Durante la sua permanenza in ospedale si prese cura di lei una giovane infermiera.

L’istituto pubblicò nell’annuario del 1977 una foto della bimba tra le braccia dell’infermiera. Un’immagine che Amanda conservò, soprattutto nei momenti più difficili, nella speranza di trovare quella donna e ringraziarla per averle salvato la vita.

“Sfigurata dalle ustioni, da bambina sono stata presa di mira dai bulli. Mi hanno letteralmente tormentata. Mi rifugiavo in quelle foto, parlando alla mia salvatrice pur non sapendo chi fosse. Guardare quella donna, che sembrava essersi presa cura di me in modo così genuino, mi faceva stare bene. Percepivo il suo amore e la sua compassione”.

Per molti anni Amanda provò, senza successo, a rintracciare l’infermiera. Quasi rassegnata, nel 2015 ha deciso di ricorrere ai social media e fare un ultimo tentativo, condividendo su Facebook la storia e le immagini della donna. Dopo poco più di una giornata ottenne una risposta, e poté finalmente dare un nome al volto della donna che l’aveva salvata: Susan Berger.

In 12 ore la storia aveva superato le 5mila condivisioni“, ha dichiarato Scarpinati, che attualmente lavora come human resources manager. “La mattina seguente fui intervistata da un telegiornale locale. Rimasi a bocca aperta”.

Il nome di Susan fu fatto da Angela Leary, un’ex infermiera dell’Albany Medical Center. “Era dolce e premurosa, proprio come appare in questa foto”, scrisse Leary in un messaggio ad Amanda.

Amanda e Susan, oggi
Amanda e Susan, oggi

Susan fu rintracciata da un giornalista locale, che la mise in contatto con Amanda.

“È stato meraviglioso. La sua voce era gentile, amorevole, esattamente come me l’ero immaginata“.

La donna ricordò bene la ragazza in questione: “Aveva una pace davvero unica. Di solito, quando i bambini subiscono un’operazione, dormono oppure piangono. Lei invece era tranquilla, aveva piena fiducia. Un’esperienza straordinaria“. All’epoca Susan aveva appena compiuto 21 anni, era appena uscita dal college e Amanda fu una delle sue prime pazienti.

Due settimane più tardi si incontrarono nell’ospedale dove si erano lasciate 38 anni prima. Susan non si aspettava un’accoglienza così calorosa, in fondo aveva compiuto semplicemente il suo lavoro: “Non so quante infermiere possano avere la fortuna che ho avuto io: qualcuna si è ricordata di me per tutta la sua vita. Per me è un privilegio rappresentare tutte le infermiere che, nel corso degli anni, si sono prese cura di lei”.

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