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L'esperimento sulla bellezza della Dove che ha fatto piangere tanti uomini

Dove Marketing via YouTube

Philip Kosloski - pubblicato il 11/10/16

Nell'ultimo spot della Dove, alcuni uomini osservano immagini sulle donne nella loro vita… e scoppiano in lacrime!

Dieci anni fa la Dove ha sconvolto il mondo con un video che mostrava le varie fasi necessarie per trasformare una modella in una ragazza che sia “bella” agli occhi del mondo. Con quello spot la Dove ci ha rivelato che siamo circondati da una “bellezza photoshoppata”, iniziando una propria campagna contro la visione distorta della bellezza che le ragazzine americane tanto ammirano.

Una ricerca ha mostrato che “il 2% delle donne intervistate si considera bella”, e questo li ha spinti a lanciare la campagna “Real Beauty”. La Dove ha quindi rivisto la propria mission, iniziandosi a dare da fare per aiutare donne e ragazze ad apprezzare la propria bellezza, unica al mondo. Così dichiara l’azienda sul proprio sito:

“Vogliamo che donne e ragazze di ogni età vedano la bellezza come fonte di fiducia in se stesse, non come un’ansia… La nostra mission è di aiutare la prossima generazione di donne a sviluppare un rapporto positivo con il modo in cui si guardano. Aiutandole a rafforzare la propria autostima ed esprimere il loro pieno potenziale”.


LEGGI ANCHE: Essere donna: la profonda bellezza della femminilità


Da quando il loro primo video è diventato virale, la Dove ha prodotto diverse pubblicità motivazionali. Nel 2013 l’azienda si è concentrata sulle clip della serie “Real Beauty Sketches”, in cui “ogni donna è il soggetto di due ritratti eseguiti da Gil Zamora, artista forense dell’FBI: uno basato sulla propria descrizione, e l’altro realizzato partendo dalle osservazioni di un estraneo”. Il risultato è che quando i ritratti vengono accostati, la donna resta meravigliata dal fatto che le altre persone la trovino molto più attraente di quanto non lo faccia lei stessa.

Nel 2014 la Dove si è concentrata sull’eredità che le madri moderne trasmettono alle loro figlie, e su come i figli formino i propri canoni di bellezza partendo da quelli dei genitori.

All’inizio di quest’anno la Dove ha creato la campagna “#MyBeautyMySay”, mirata ai consumatori statunitensi. in cui donne comuni di ogni età mostrano fiducia nell’unicità della propria bellezza.

Più recentemente la Dove ha avviato una nuova serie video in Portogallo in cui viene chiesto, ad alcuni uomini, di descrivere la bellezza di una donna proiettata su uno schermo di fronte a loro, indossando nel frattempo un monitor cardiaco. All’inizio vengono mostrate immagini di modelle, e il battito cardiaco degli uomini tende ad essere costante, facendo trasparire poca emozione nel descrivere le donne mostrate.

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Poi ad ogni uomo viene mostrata l’immagine di una moglie, figlia o di un parente stretto. Il battito cardiaco aumenta all’improvviso e gli uomini descrivono la bellezza di queste donne in modo tenero, palesando una forte emozione. L’obiettivo del video è di mostrare alle donne quanto sono belle negli occhi di coloro che davvero le vogliono bene. E rivela che gli uomini amano le donne per chi esse sono, e non utilizzando gli standard di bellezza del mondo. Le “imperfezioni” esteriori di queste donne vengono considerate delle qualità, che le rendono ulteriormente belle.


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Alcuni hanno criticato le campagne della Dove perché metterebbe sulla bellezza un’enfasi eccessiva. Altri invece hanno elogiato l’azienda, per aver sfidato gli standard culturali sulla bellezza, così come per aver recentemente difeso delle atlete criticate per il proprio aspetto.

Alla fine Dove ci ricorda che non dovremmo mai basare la nostra autostima in base ai concetti moderni di bellezza. Siamo belli, e la nostra dignità umana non dovrebbe mai essere ridotta all’apparenza. Dio ci ha creati e ci ama a prescindere dal nostro aspetto e da ciò che pensiamo di noi stessi.

Se riuscissimo a prestare ascolto alla parola di Dio, Lui ci direbbe: “Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia”. (Cantico dei Cantici 4:7).

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
bellezza
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