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La lettera che commuove i terremotati: ti mando la bambola che piange

Marinella Bandini - Aleteia - pubblicato il 10/10/16

La speranza viaggia in roulotte. Un gruppo di amici del modenese ne invia 25, per restituire il bene ricevuto

“Ti ho mandato una bambola che mi piace molto, perché piange”. Non servono parole. È il passaggio più toccante della letterina che una bimba di cinque anni scrive a una bimba di Amatrice, a cui ha mandato i suoi giochi. Siria aveva un anno quando la mattina del 29 maggio 2012 il terremoto che ha colpito l’Emilia ha distrutto la sua casa e i suoi giochi. Non ricorda, i suoi genitori le hanno parlato di un “draghetto” che ha saltato troppo forte. E delle tante persone che le hanno fatto avere giochi nuovi. Dopo quattro anni Siria, con i suoi genitori, ha deciso di regalare alcuni giochi a chi li ha persi nel terremoto di Amatrice. Alcuni peluche e una delle sue bambole preferite, quella che piange. Ha scritto anche una letterina: “Ti mando dei giochi perché la mia mamma e il mio papà mi hanno fatto vedere che vi sono crollate tutte le case. Ti ho mandato una bambola che mi piace molto perché piange. (…) A far crollare le vostre case è stato il draghetto sotto terra che ha saltato forte forte, lo ha fatto anche da noi. Non l’ha fatto apposta, è monello”.

Capricchia è una frazione di Amatrice dove durante l’anno vivono 15 abitanti (350 d’estate), un lembo di Lazio proteso tra Umbria e Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso. È qui che sono arrivati i giochi di Siria, all’interno di una roulotte, destinata alla stessa famiglia. “A Capricchia di Amatrice oggi è arrivata da Carpi (Mo) una roulotte piena di cibo e giocattoli per i nostri bambini, accompagnata da questa lettera di Siria. Ho pianto. Grazie Siria” si legge in un post pubblicato su FB il 2 settembre dal blogger Enrico Sitta, che a Capricchia ha ancora la casa di famiglia. È passata poco più di una settimana dal sisma. E qui si apre un’altra storia, quella di Francesca e di alcuni amici di Cavezzo (Modena) e dintorni, che solo grazie al passaparola sono riusciti a coinvolgere tante persone in una gara di solidarietà molto particolare: inviare roulotte alle famiglie terremotate che non possono lasciare le loro terre per trasferirsi nelle tendopoli, come allevatori e coltivatori.

Quando Francesca apprende dalla tv la notizia del sisma scoppia a piangere: “Vedere quelle macerie, quel fumo sentire quelle sirene, mi fa tornare al nostro 29 maggio, mi dico che devo fare qualcosa, devo restituire una parte dell’immenso aiuto che abbiamo avuto noi nel 2012”. Poi arriva il messaggio di un amico, ha già sentito don Fabio, parroco di Cittareale, servono tende, sacchi a pelo e coperte. Il passaparola corre su Facebook e l’indomani parte il primo carico, la domenica un altro. Francesca ha aiutato nella gestione della tendopoli di Cavezzo (Modena) nel 2012 e sa come muoversi. Intorno a lei alcuni amici. Hanno vissuto insieme il dramma del terremoto, hanno ricevuto aiuto, è ora di restituire quanto ricevuto. Arrivano richieste di roulotte, a fine agosto le temperature sono già basse di notte. Riparte il tam-tam. La prima che parte è quella di una signora di Cavezzo, che a sua volta l’aveva ricevuta da amici di Forlì.

Sono loro a raccontare: “Una mattina abbiamo ricevuto una telefonata, in cui questa amica ci chiede di mettere a disposizione la roulotte, visto che i proprietari siamo noi. Non ci ricordavamo nemmeno di averla. E pensare che da tanti anni non la usavamo più e non riuscivamo a deciderci a venderla. E invece è stata prima in Emilia e adesso ad Amatrice, evidentemente anche lei aveva il suo destino”. A un mese e mezzo di distanza sono 24/25 le roulotte che hanno raggiunto i punti più impervi e isolati, per ospitare altrettante famiglie. Ognuna con una storia di solidarietà alle spalle (spesso di chi ha vissuto il terremoto sulla propria pelle), ognuna con dietro tante persone che donano, perché grate di aver ricevuto: chi dona la roulotte, chi la pulisce, chi dona cibo, coperte, indumenti e altri generi di prima necessità per riempirla, chi la traina e aiuta ad installarla, chi aiuta a coprire le spese (passaggio di proprietà, cambio gomme, viaggio in autostrada, carburante). Il resto è gratitudine, per chi riceve e per chi dà.

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