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Il nostro compito è capire bene il papa

Antoine Mekary/ALETEIA
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Rimanere vicini alla barca di Pietro impedisce di essere trascinati dalla corrente

Ho provocato un po’ di agitazione al National Catholic Register. In un articolo intitolato How Catholic Opinion Journalists Should Cover Pope Francis, ho reagito ad un fenomeno che ho constatato spesso di recente: i cattolici che criticano insistentemente una citazione o un’azione di papa Francesco.

Ci sono state molte reazioni, come mi aspettavo, e quasi tutte si sono rivelate negative. Capisco il motivo. Nessuno vuole una stampa da “leccapiedi del Vaticano”. Nessuno vuole che la stampa cattolica sia adulatrice. Si vuole che la stampa racconti la storia reale, che offra tutte le implicazioni di ciò che sta avvenendo e soprattutto che sia accurata.

Una stampa che nasconde le azioni di un papa o ribalta ogni sua mossa non è solo inutile – è irrilevante. I lettori dotati di senso del discernimento imparano presto a ignorare una “stampa modello Pravda”, per richiamare la realtà russa durante il periodo della guerra fredda.

Ma c’è un altro estremo: la stampa “bastian contrario”.

Un altro modello per la stampa cattolica è essere il leader dell’opposizione al papa. In questo modello, la stampa passa al setaccio le parole del pontefice per correggerle.

Abbiamo visto due versioni di questo atteggiamento. Una è la stampa cattolica dissidente che non vuole accettare l’insegnamento della Chiesa. Lo abbiamo constatato principalmente sulla questione della contraccezione: alcuni autori cattolici hanno deciso che il loro compito fosse spiegare perché l’insegnamento della Chiesa è una cattiva idea che può essere tranquillamente ignorata.

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