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Addio al rabbino che dialogava con Benedetto XVI

Vatican Insider - pubblicato il 10/10/16

È morto sabato 8 ottobre 2016 Jacob Neusner, storico e teologo americano, uno di più importanti studiosi dell’ebraismo nel mondo, autore di centinaia di libri. Il rabbino, 84 anni, si è spento a Rhinebeck (New York), dove viveva. Nove anni fa, nel primo volume della trilogia su «Gesù di Nazaret», Benedetto XVI lo aveva citato diffusamente nel quarto capitolo, dedicato al Discorso della Montagna, soffermandosi per una quindicina di pagine su di lui e sul suo libro «A Rabbi Talks with Jesus» (1993), edito in Italia da Piemme nel 1996 con il titolo «Disputa immaginaria tra un rabbino e Gesù».

Ratzinger si era mostrato colpito per il fatto che Neusner si era confrontato al di là degli schemi e dei pregiudizi con le parole di Gesù, prendendo posto «in mezzo alla schiera dei discepoli sulla ‘montagna’ della Galilea». Aveva ascoltato il Nazareno e in qualche modo dialogato con Lui, rimanendo «toccato dalla grandezza e dalla purezza delle sue parole e tuttavia inquietato da quella finale inconciliabilità che trova nel nocciolo del Discorso della Montagna». Aveva accompagnato Gesù nel suo viaggio verso Gerusalemme, ma alla fine aveva deciso di non seguirlo, di non diventare suo discepolo, rimanendo «fedele a quello che egli chiama l’Israele eterno». L’ostacolo che trattiene Neusner impedendogli di diventare discepolo di Gesù è il suo rivelarsi come Dio. Quel suo attribuire a se stesso le parole della Scrittura che lo presentano come il Figlio di Dio.

Era stata proprio questa onestà intellettuale nel condividere un tratto di cammino, nel confrontarsi e poi nell’ammettere di non poter seguire il Nazareno, a colpire Ratzinger. Il colloquio immaginario tra il rabbino ebreo e Gesù, ha scritto Benedetto XVI nel suo libro,  «lascia trasparire tutta la durezza delle differenze, ma avviene in un clima di grande amore: il rabbino accetta l’alterità del messaggio di Gesù e si congeda con un distacco che non conosce odio e, pur nel rigore della verità, tiene sempre presente la forza conciliatrice dell’amore».

Per Papa Ratzinger questo atteggiamento è da portare ad esempio, come via per un dialogo sincero tra ebrei e cristiani. Un dialogo che non dimentica l’essenziale delle diverse fedi e dunque le differenze, ma che le esamina cercando di comprenderle, sempre rispettando l’altro. Il 29 maggio 2007 il rabbino Neusner aveva recensito il libro del Pontefice sul «Jerusalem Post», scrivendo: «Negli ultimi due secoli il dialogo ebraico-cristiano è servito come un mezzo per politiche di conciliazione sociale, non è stato più un’indagine religiosa sulle convinzioni dell’altro». Con il libro di Ratzinger, aggiungeva, «le dispute ebraico-cristiane entrano in una nuova era. Siamo ora in grado di incontrarci gli uni gli altri in un promettente esercizio di ragione e di critica».

Neusner ricordava: «Ho proposto di stabilire un dissenso ebraico rispetto ad alcuni importanti insegnamenti di Gesù. È un atto di rispetto per i cristiani e di onore per la loro fede. Poiché noi possiamo discutere solo se ci prendiamo reciprocamente sul serio. Possiamo entrare in dialogo solo se onoriamo sia noi stessi che l’altro. Nella mia immaginaria disputa tratto Gesù con rispetto, ma voglio anche discutere con lui sulle cose che dice». 

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