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Come organizzare un gruppo di preghiera?

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Padre Henry Vargas Holguín - pubblicato il 10/10/16

4. Ogni membro deve mettere con umiltà al servizio dei fratelli il carisma personale che ha ricevuto dal Signore.

5. Nella preghiera dev’esserci sincerità. La partecipazione al gruppo di preghiera non dev’essere motivata da sentimenti di vanità. La preghiera non dev’essere strumentalizzata per mostrare una superiorità intelettuale, che si abbia o meno. Gesù ci ha messi in guardia contro questo atteggiamento esortandoci a non essere protagonisti ipocriti (Mt 6, 5).

6. La partecipazione dei membri del gruppo, al di fuori del canto, non dev’essere simultanea, ma ordinata e alternata. Nonostante la libertà in cui si deve sviluppare la preghiera di gruppo, va sempre svolta con ordine e armonia.

7. Nessun gruppo di preghiera deve escludere momenti di silenzio. Il silenzio servirà per lasciar agire lo Spirito Santo nei cuori.

8. Si deve favorire la partecipazione, in un modo o nell’altro, di tutti i membri, ma dev’essere spontanea, non forzata, breve, sotto la mozione dello Spirito Santo (Gv 14, 16-17; Gv 14, 26) e naturale. In questo caso vanno evitate frasi dette a memoria o stereotipate.

9. Non bisogna dimenticare che il motivo dell’incontro è la preghiera, nella quale si possono armonizzare molti elementi: momenti di silenzio, canti, meditazioni da condividere, ecc.. Ma attenzione: la preghiera di gruppo non deve diventare, ad esempio, uno spettacolo di musica o canto, una sessione di terapia, un ciclo di conferenze di vario tipo, un momento di discussione o di euforia colettiva, un’occasione per protagonismi personali (sfoghi, racconto di esperienze personali, momenti di critica…).

10. Dopo la preghiera comunitaria, sarebbe bene recuperare l’agape fraterna per trascorrere insieme un momento piacevole condividendo qualcosa da bere e da mangiare. Questo unisce ancor di più il gruppo e lo motiva. Il termine “agape” inizialmente significava affetto o amore gratuito, ma attualmente viene utilizzato per indicare il pasto fraterno dei primi cristiani per rafforzare l’unità.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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