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La leggenda che lega la nascita del melograno alla Passione di Cristo

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Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 07/10/16

Il melograno per i suoi numerosi semi è sempre stato segno di abbondanza, ricchezza e fertilità. Una leggenda sulla Passione, alcuni passaggi delle Bibbia, e celebri dipinti lo trasformano in una sorta di “frutto di Dio”.

LA SALITA AL CALVARIO

Una leggenda racconta che Gesù saliva faticosamente la via del Calvario, portando sulle spalle la pesante croce. Dalla sua fronte, trafitta dalla corona di spine, cadevano gocce di sangue. Vicino a lui camminava la Madre, insieme alle altre pie donne.

Gli Apostoli, timorosi, seguivano Gesù da lontano, per non farsi vedere; ed uno di essi, quando il triste corteo era passato, raccoglieva i sassolini arrossati, dal sangue benedetto di Gesù e li metteva in un sacchetto.

L’APOSTOLO E IL FRUTTO

A sera gli Apostoli si radunarono tutti tristi nel Cenacolo; l’apostolo pietoso trasse di tasca il sacchetto per mostrare ai compagni le reliquie del sangue di Gesù; ma nel sacchetto trovò un frutto nuovo, dalla buccia spessa ed aspra nella quale c’erano tanti chicchi, rossi come il sangue di Gesù.

E’ così che nacque il melograno (http://www.tropeaedintorni.it).

FRUTTO DELLA TERRA PROMESSA

Nella Bibbia, il melograno è uno dei frutti che la terra promessa produce in abbondanza, garantendo la vita: la terra donata da Dio è ricca perché «terra di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni; terra di ulivi, di olio e di miele» (Dt 8,8).

DONO PER MOSE’

Insieme all’uva e ai fichi la melagrana è anche il frutto che i dodici esploratori, dopo aver ispezionato la terra nella quale stavano per entrare e verificare che Dio aveva mantenuto la sua promessa, portano a Mosè: «Giunsero fino alla valle di Escol e là tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva, che portarono in due con una stanga, e presero anche melagrane e fichi» (cfr. Num 13,23).

LE VESTI DEL SOMMO SACERDOTE

In quanto segno della benedizione di Dio, il melograno decora le vesti del sommo sacerdote: «Farai sul suo lembo melagrane di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto, intorno al suo lembo, e in mezzo disporrai sonagli d’oro: un sonaglio d’oro e una melagrana, un sonaglio d’oro e una melagrana intorno all’orlo inferiore del manto» (Es 28,33-34).

DECORO PER IL TEMPIO

Il libro del Siracide ricorda la gloria sacerdotale che Dio conferisce ad Aronne: «Lo avvolse con melagrane e numerosi campanelli d’oro all’intorno» (cfr. Sir 45,9).

Il melograno adorna, pure, i capitelli del Tempio venendo ad indicare la benedizione che scaturisce dall’alleanza con Dio. Il re Salomone: «Fece dunque le colonne e due file intorno a ciascun reticolo per rivestire i capitelli che erano sulla cima, a forma di melagrane, e così fece per il secondo capitello. I capitelli sulle due colonne si innalzavano da dietro la concavità al di là del reticolo e vi erano duecento melagrane in file intorno a ogni capitello» (in 1 Re 7, 18.20; cfr. Ger 52,22).

IL MELOGRANO E L’AMORE

Il melograno raggiunge una grande carica simbolica nel libro biblico che canta la splendore dell’amore fedele: il Cantico dei Cantici dove è simbolo dell’amore fecondo e dell’intensa relazione tra l’amato e l’amata. La bellezza dell’amata, colma di vitalità, è descritta dalla melagrana: «come spicchio di melagrana è la tua tempia dietro il tuo velo» (cfr. 4,3; 6,7). Persino nel giardino, luogo dell’amore, fioriscono i melograni. Lo sposo che cerca la sposa va a vedere se nel giardino sono sorti i germogli (cfr. Ct 6,11).

L’amato scorge nel melograno, il cui frutto ricco di semi e di colore rosso simbolo del fascino dell’amore, che la sua amata è sposa feconda, piena di vita, portatrice di felicità (www.paoline.it).

NEI DIPINTI MEDIOEVALI

Nel Medioevo divenne simbolo di Resurrezione e iniziò a comparire nei dipinti di tipo sacro. In mano alla Madonna allude invece alla castità.

Passando all’analisi di alcune importanti opere che recano una melagrana, è doveroso citare la Madonna del Magnificat dipinta da Sandro Botticelli tra il 1481 e il 1485.

La melagrana tenuta in mano dalla Madonna e da Gesù Bambino insieme assumerebbe il doppio significato di castità e di resurrezione (estaurars.altervista.org).

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