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3 parole che possono aiutare a formare la nostra preghiera nell’adorazione eucaristica

Thoom/Shutterstock
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Dopo un grande silenzio vengono l’epiclesi, l’oblazione e l’intercessione

La parola epiclesi significa “invocazione”. Come oblata benedettina, so che un’oblazione è un’offerta di sé, e tutti sappiamo che le intercessioni sono suppliche a favore di altri. Combinate con altri elementi importanti, queste tre parole formano spesso la base delle mie preghiere nell’adorazione eucaristica.

Sono debole, spesso al massimo grado, quando vado all’adorazione settimanale, ma so che la mia preghiera lì – anche se non ho niente e non sono niente – viene resa forte perché è compiuta davanti alla Presenza fisica del Cristo, e perché Egli vede la mia buona volontà.

Spesso, quando me ne vado al mio banco per la mia ora di adorazione settimanale, sono come una persona nel deserto che ha attraversato sabbie roventi e alla fine ha trovato un ruscello fresco accanto a cui crollare e da cui bere, e le mie prime preghiere sono come gemiti mentre cerco di incamerare la luce e la pace che si irradiano davanti a me.

LEGGI ANCHE: Come e perché stare da soli davanti all’Eucaristia?

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