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Uomini e donne: 7 cose in cui grazie a Dio non siamo uguali

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Di Silvana Ramos

Qualche anno fa ho visto questo video e mi è sembrato molto divertente e ovviamente molto reale. Al giorno d’oggi sembra che non sia più così semplice. Ci hanno un po’ confusi con questa storia dell’uomo/donna, maschile/femminile, se siamo uguali o no, se la differenza esiste davvero o è un semplice costrutto sociale, come vari hanno iniziato ad affermare.

Se ci mettessimo a paragonare due immagini, due nudi, di un uomo e una donna e cercassimo similitudini e differenze, non ci vorrebbero più di 5 minuti per giungere alla conclusione che siamo simili perché siamo esseri umani e abbiamo una struttura corporea simile (occhi, bocca, orecchie, polmoni, cuore…) Basta guardare, però, per verificare grandi differenze: le più evidenti come i genitali, il seno, i fianchi, e poi quelle non così evidenti come il volto delicato della donna e i tratti più decisi dell’uomo.

E così, con un piccolo esercizio rapido e semplice, siamo potuti arrivare alla conclusione (quasi evidente) per cui la fisionomia di un uomo non è uguale a quella della donna, e potremmo affermare a priori che uomini e donne non sono uguali. In questo modo mandiamo all’aria qualsiasi teoria che ci dica il contrario. Sembra però che non sia così semplice. Sentiamo dire che siamo uguali o anche che possiamo decidere la nostra sessualità.

Di fronte a teorie così opposte, già da vari anni gli studi sull’identità dell’uomo e della donna stanno acquisendo sempre più importanza. Ripercorriamo alcune delle conclusioni fondamentali di questi studi.

1. Il corpo dell’uomo è diverso da quello della donna fin dal ventre materno

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Al di là dei cromosomi XX e XY, si è scoperto che c’è un gene specifico e diretto responsabile delle caratteristiche maschili, il gene SRY. Citando José Ma. Mora Montes, neurologo e psichiatra, “dopo la nascita e durante lo sviluppo, molti di questi geni si mostrano sensibili a esperienze esterne, dieta, situazione sociale e cultura. Il processo di mascolinizzazione nella sua totalità psicofisica non è semplice, perché intervengono molti geni, ormoni, educazione, fattori ambientali, e in ultima istanza e come gene principale da cui parte tutto il processo il gene SRY”.

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