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Così Papa Francesco accoglie persone omosessuali e trans

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Sul volo di ritorno da Baku Francesco spiega perché condanna la teoria del gender nelle scuole ma anche perché gli omosessuali vadano accompagnati e «avvicinati al Signore»: «Oggi Gesù farebbe così».

Quando creerà i nuovi cardinali e quali criteri segue per questo tipo di nomine?  

«I criteri saranno gli stessi dei due concistori precedenti. Li farò un po’ dappertutto perché la Chiesa è in tutto il mondo. Sto ancora studiando i nomi. La lista è lunga ma ci sono soltanto tredici posti. Mi piace che si veda nel collegio cardinalizio l’universalità della Chiesa, non soltanto il centro europeo. Dappertutto, nei cinque continenti. Potrà essere alla fine dell’anno, ma c’è il problema dell’Anno santo, o all’inizio dell’anno prossimo».

Quando andrà a trovare i terremotati in centro Italia e quale caratteristica avrà questa visita?  

«Mi sono state proposte tre date, due non le ricordo bene, la terza è la prima domenica di Avvento. Appena rientrato sceglierò la data. Farò una visita privata, da solo, come sacerdote, come vescovo e come Papa. Da solo. E vorrei essere vicino alla gente, ma non so ancora come».

Quali saranno i viaggi internazionali del 2017?  

«Di sicuro andrò in Portogallo, e andrò soltanto a Fatima. Quest’anno santo sono state sospese le visite ad limina dei vescovi, il prossimo anno devo fare le visite ad limina di quest’anno e del prossimo. Andrò quasi di sicuro in India e Bangladesh. In Africa non è sicuro, dipende da situazione politica e guerre. In Colombia: ho detto che se il processo di pace riesce, quando tutto sarà blindato, se vince il plebiscito, quando tutto sia sicuro e non si può tornare indietro, potrei andare… Ma se è instabile no. Tutto dipende da quello che dice il popolo, che è sovrano. Le forme democratiche e la sovranità del popolo devono andare insieme. È diventata un’abitudine in certi paesi che dopo il secondo mandato colui che lo finisce cerchi di cambiare la costituzione per ottenere un terzo mandato. E questo significa sopravvalutare la democrazia, contro la sovranità del popolo».

Perché non ha parlato di un viaggio in Cina? Quali difficoltà politiche ed ecclesiali impediscono una visita del Papa?  

«Voi conoscete bene la storia della Cina: c’è la Chiesa patriottica e quella nascosta. Si parla, ci sono delle commissioni, io sono ottimista. Adesso credo che i Musei Vaticani hanno fatto un’esposizione in Cina. Ci sono tanti professori che vanno a insegnare nelle università cinesi. Tante suore e molti preti che possono lavorare bene lì. Le relazioni tra Vaticano e Cina si devono fissare in un buon rapporto, ci vuole tempo. Le cose lente vanno bene, quelle fatte in fretta non vanno bene. Il popolo cinese ha la mia stima. L’altro giorno all’Accademia delle scienze c’è stato un convegno sulla Laudato si’ e c’era una delegazione cinese. Il presidente mi ha mandato un regalo. Mi piacerebbe andare, ma non penso ancora…».

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