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8 consigli di San Tommaso per migliorare la propria fede

© Public Domain
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Ecco il percorso per rilanciare la spiritualità e giungere a un'unione più intima con Dio

4) LA CARITA’

Insegna Tommaso che la vita spirituale mistica è ciò che ci conduce, attraverso la carità, ad essere elevati fino alla visione di Dio stesso. Ecco quindi il cuore della riflessione tommasiana: l’amore, la carità è fine e mezzo. Fine in quanto Dio-amore è ciò verso cui tutti quanti tendiamo; mezzo in quanto l’amore è ciò che ci permette di elevarci e attraverso l’amore, Dio ci eleva fino a renderci degni per l’incontro con Lui. E questo è il frutto della contemplazione.

5) L’ASPIRAZIONE DI OGNI UOMO

Questa contemplazione, seppur imperfetta, in questa vita dà, potremmo dire, come bene accessorio la delectatio (gioia, piacere) e a sua volta la delectatio ci spinge ancor di più alla contemplazione, spiega Tommaso. L’uomo allora si dimostra essere capace di Dio, e questa è la più grande promessa del cristianesimo, la vetta più alta raggiungibile, l’aspirazione che tutti noi, che ne siamo consapevoli o no, che riusciamo a esprimerlo o no, portiamo nel cuore.

6) LA FELICITA’

Tommaso ci insegna che l’uomo cercando la felicità in realtà cerca Dio che è la felicità ultima cui ognuno aspira; infatti, l’uomo può trovare questa solo in Dio: la felicità dell’uomo, ci dice Tommaso, consiste nel soddisfacimento del desiderio naturale di vedere Dio: solo quando questo accadrà l’intelletto si acquieterà.

7) PERCORSO A RITROSO

La distanza esistente tra l’Essere di Dio e l’essere dell’uomo non potrà essere colmata con le sole forze umane. Per questo, in pieno schema tommasiano, è necessario effettuare un cammino “a ritroso” di ricongiungimento a Dio, ben sapendo che Dio è il buon Padre misericordioso sempre pronto a sorreggerci e ad aiutarci con la sua Grazia.

8) LA BELLEZZA DELL’AMORE

Nella sua dottrina, Tommaso non trasmette “solamente” dei contenuti, ma, piuttosto, egli si rivela un abile pedagogo: ci prende per mano e ci conduce alla scoperta della pienezza della dignità di essere uomini e alla scoperta della bellezza di essere creature amate da Dio. Non ci insegna, esplicitamente, a contemplare, ma ci rivela l’importanza della contemplazione. Non ci spiega concretamente come essere felici, ma ci dice in cosa consista la vera felicità. In nessun caso si impone su nessuno chiedendo di abdicare al proprio desiderio di ricerca e di conoscenza della verità, ma sprona chiunque a percorrere questo cammino alla scoperta di se stessi e di Dio.

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