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Parlano i sopravvissuti all'attacco di quest'estate in una chiesa in Francia

© Luc Adrian

Famille Chrétienne - pubblicato il 30/09/16

Dopo aver registrato quell’orrore, uno degli assassini se l’è presa con lei. Lo aveva affrontato?

Guy: Sì. E gli avevo chiesto se aveva dei figli. E ho aggiunto: “Pensa ai tuoi genitori, sei sulla strada sbagliata, li farai morire dal dolore”. Allora mi ha pugnalato e mi ha trascinato giù dai gradini dell’altare.

Era tutto rosso, ma non mi rendevo conto che era il mio sangue che scorreva. In quel momento non ho provato dolore. Mi sono stretto la gola con le mani perché il sangue usciva a fiotti.

Janine Coponet, quel giorno in cui festeggiavate gli 87 anni di Guy ha visto suo marito sgozzato davanti ai suoi occhi… Cos’ha provato?

Janine: Ero terrorizzata. Ricordo di aver affidato il mio Guy a Santa Teresa e a padre Marie-Eugène. Tutta la vita mi è passata davanti in pochi secondi.

Allora ho pensato: “Guy non vedrà l’ultimo dei nostri bisnipoti – abbiamo cinque figli –, di un mese; non potrà più festeggiare il nostro anniversario di matrimonio…”

Ha pensato che Guy fosse morto?

Janine: Sì, dopo tre pugnalate… Uno degli assassini mi ha puntato una pistola al collo – ho saputo solo in seguito che era falsa – e mi ha spinto verso l’uscita della chiesa.

Mi sono girata per dare un ultimo sguardo al mio Guy e mi sono resa conto che una delle sue gambe si muoveva. Allora mi sono detta: “È vivo, grazie, Signore!”

Suor Danielle: Io sono riuscita a fuggire durante il massacro. Kermiche [uno degli assassini] se la stava prendendo con Jacques, che giaceva a terra supino, Petitjean [l’altro assassino] con Guy. “Bisogna muoversi, mi sono detta, non mi farò ammazzare senza fare nulla!”

Non sono una grande sportiva, ma in quel momento sono schizzata come una freccia verso il retro. Una vicina mi ha accolta. Abbiamo chiesto aiuto, e i soccorsi sono arrivati molto rapidamente.

Guy: Credevo di essere morto, per cui non mi è risultato difficile fingere (sorride). Il sangue continuava a sgorgare. Ho pregato come mai avevo fatto in vita mia. Tutti i santi sono passati di là. Per primo fratello Charles de Foucauld, ucciso dai musulmani nel deserto.

Anche lei se ne stava andando verso un grande deserto?

Guy: È il minimo che si possa dire! (ride) Dentro di me ho recitato la mia preghiera preferita: “Padre mio, mi abbandono a Te, si compia in me la Tua volontà… Depongo la mia anima nelle Tue mani”. Ed ero lì, tra le sue mani. Soprattutto dopo una Messa!

Appena prima di essere sgozzato, padre Jacques ha gridato in due occasioni: “Vattene, Satana!” Ha visto il male in azione?

Suor Danielle: Senz’altro. Non significa che Kermiche fosse posseduto, ma che Satana era all’opera e in modo potente. Padre Jacques ha voluto esorcizzare quel male. Sono state le sue ultime parole. A Satana non piace l’Eucaristia…

Cos’è successo in chiesa in quei momenti?

Suor Danielle: Sembrava che gli assassini si fossero calmati un po’, dopo aver colpito i banchi con le loro pistole finte. Di fatto, non avevano altre armi se non i coltelli.

Allora c’è stato un dialogo incredibile tra Kermiche ed Hélène, una delle mie consorelle. L’avevano appena fatta sedere a forza accanto a Janine. “Ha paura di morire?”, ha detto Kermiche a Hélène. “No”, ha risposto lei. Lui è rimasto sorpreso: “Perché no?” “Perché credo in Dio e so che sarò felice”, ha detto Hélène.

Crede che queste parole lo abbiano toccato?

Suor Danielle: Come saperlo? Ha mormorato: “Anch’io credo in Dio e non temo la morte”. Poi ha gridato: “Gesù è un uomo, non è Dio!”

Janine: Questa conversazione pseudoteologica è stata surreale, davanti a due corpi a terra pieni di sangue…

Guy: Io continuavo a fingermi morto. Allora sono usciti e si sono sentiti degli spari. Poi c’è stato un immenso silenzio.

Ho cercato di gridare: “C’è qualcuno?”, ma dalla gola non è uscito alcun suono. Ci ho riprovato: “C’è nessuno?” Niente. Mi sono sentito abbandonato. In quel momento ho sentito: “Aprite la porta!” Come se avessi potuto aprire nelle condizioni in cui mi trovavo… [Era la BRI, l’unità di Polizia di indagine e intervento francese, che si preparava ad effettuare un assalto, non sapendo se all’interno ci fossero ancora dei terroristi, N.d.R.].

All’improvviso ha fatto irruzione un sacco di gente. Un medico si è chinato su di me mentre recitavo l’ultima frase di un’Ave Maria: “…adesso e nell’ora della nostra morte. Amen”.

E mi ha detto: “Non si preoccupi di niente, pensiamo noi a lei”.

Guy, riusciva a continuare a pregare mentre si dissanguava?

Guy:Ero convinto che sarei morto ma pregavo. Contemplavo la mia vita ed ero tranquillo. Non sono mai stato tanto sereno. Completamente in pace. Dentro di me non c’era alcun rimorso, solo amore. È stato un momento di grande felicità.

Susciterà l’invidia di molti. Ha un “metodo” per morire bene?

Guy: L’abbandono. L’abbandono totale. Seguendo l’esempio del fratello Charles de Foucauld e della Vergine Maria. Ho pregato la Madonna come mai prima. Sapevo di essere in buone mani. Con Lei, ero pronto a dire “Amen”.

Janine: Nel frattempo i due jihadisti continuavano a discutere. Uno di loro ha chiesto a suor Hélène: “Conosce il Corano?” “Sì, l’ho letto”, ha risposto. “Mi colpiscono le parti che parlano della pace”.

Kermiche a reagito dicendo: “Della pace? Quando sarete in televisione, dite alle autorità: fin quando ci saranno bombardamenti in Siria ci saranno attentati in Francia. Tutti i giorni”.

Credo che fosse più che altro un pretesto. Tutto quello a cui pensavano era la propaganda che avrebbero ottenuto su Internet.

Suor Danielle: Sono giovani senza alcun bagalio culturale né religioso. In una testa vuota si può infilare qualsiasi cosa…

Janine, è stato allora che ha chiesto a Kermiche il permesso di sedersi?

Janine: Non ce la facevo più. Mi ha risposto senza esitare e con educazione: “Sì, si sieda, signora”. In quel momento suor Hélène, anche lei sfinita, ha chiesto il suo bastone da dove si trovava. Kermiche si è mosso, ha preso il bastone e gliel’ha avvicinato.

Cos’è successo?

Janine: Ha suonato la campana delle 10.30. Guy sembrava morto già da 45 minuti… Ci hanno spinte fuori. Le sirene suonavano. Abbiamo varcato la porta. La Polizia ci ha prese.

Gli assassini hanno iniziato a gridare “Allahu akbar”. I poliziotti hanno sparato. I due giovani sono morti sul colpo. Una poliziotta mi ha nascosta dietro una macchina. Stava piangendo. È strano: lei piangeva e io dalla morte di mio padre non sono riuscita più a piangere.

Suor Danielle: È stato un suicidio. Volevano morire. Ho voglia di chiedere al Cielo: “Perché tuto questo?” Per cercare di comprendere.

C’è spazio per il perdono?

Guy: Non potrei raggiungerlo pienamente se non davanti a Dio, con l’aiuto della sua grazia.

Janine: Per il momento, preghiamo soprattutto per le loro famiglie. Ho un pensiero speciale per le loro madri, che penseranno “Mio figlio è impazzito!”

Ci metteranno molto a riprendersi. Guy ed io abbiamo deciso che ci piacerebbe incontrarle per cercare di comprendere e per calmarle.

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Tags:
attentatoestremismo islamicofranciaPadre Jacques Hamelperdonoterrorismo
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