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I vaccini causano autismo ed epilessia? No e vi spieghiamo perché

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I bambini italiani vaccinati diminuiscono sempre più. Il 2014 era stato l’anno nel quale le coperture erano scese per la prima volta sotto la soglia del 95%, quella considerata minima per avere una protezione efficace della popolazione, e il 2015 non ha visto riprese. Anzi. Il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità stanno elaborando i dati inviati in queste settimane dalle Regioni e le prime stime raccontano di una nuova discesa, che sarebbe di circa l’1,5% di media (La Repubblica, 29 settembre).

Un clima di sfiducia che corre di pari passo con la diffusione di notizie come quelle che i vaccini causerebbero l’epilessia, l’autismo e altre malattie.

Per questo abbiamo voluto elencare alcune ragioni per spiegare quanto questa “equazione” sia erronea.

A smontarla, in maniera molto agile e comprensibile, è il volume “Il vaccino non è un’opinione del professore Roberto Burioni (Mondadori). Burioni da tempo, anche attraverso i social network, è impegnato in una serrata campagna pro-vaccini, tesa sopratutto a confutare le tesi di coloro che tentano di sfiduciare i genitori a vaccinare i propri figli.

1) PERCENTUALI IDENTICHE

Innanzitutto, se il vaccino può causare l’epilessia, si dovrebbero riscontrare sempre più casi di epilettici tra i vaccinati. Mentre la percentuale di bambini epilettici è identica nei due gruppi. E già questo dato indica che il vaccino non ha un ruolo nell’insorgenza dell’epilessia.

Volendo fare la controprova, ovvero verificare se tra gli epilettici c’è un numero maggiore di vaccinati rispetto ai non epilettici, se la vaccinazione è la causa, troveremo più vaccinati tra gli epilettici. La percentuale dei vaccinati è identica, il che conferma che il vaccino non c’entra nulla.

Questo risultato è attestato in uno studio che la Lega italiana contro l’epilessia (Lice) ha promosso, già nel 2008. Uno studio, dal titolo “Epilessia e Vaccinazioni“, allo scopo di elaborare delle raccomandazioni sull’argomento. In particolare, afferma la Lice, «non deve essere evitata alcuna vaccinazione nel timore che possa causare epilessia e non è controindicato vaccinare bambini che presentano convulsioni febbrili».

2) NESSUN EFFETTO SUL DECORSO DELLA MALATTIA

I ricercatori hanno anche seguito i bimbi che hanno avuto il primo episodio convulsivo dopo il vaccino e quelli che lo hanno avuto in un’altra occasione, per verificare se l’epilessia insorta dopo il vaccino decorra in maniera più grave. E ciò che hanno scoperto è che l’evoluzione è identica. Hanno anche controllato se le vaccinazioni abbiano portato a un aggravamento  di una preesistente epilessia: e anche in questo caso il vaccino non ha mostrato alcun effetto sul decorso della malattia.

3) EPILESSIA E DNA

Grazie a studi sofisticati che si avvalgono delle tecniche di sequenziamento del Dna, che sono riuscite a svelare l’intero genoma umano, si è potuto dimostrare che l’epilessia nei bambini non viene a caso ma è provocata da alterazioni genetiche.

Una delle ultime e autorevoli ricerche che conferma questa tesi è stata condotta dai ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze del CNR di Padova, coordinati dal dottor Carlo Nobile, in collaborazione con il Porto Conte Ricerche di Alghero e la Commissione Genetica della Lega Italiana Contro l’ Epilessia (LICE).  L’articolo è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista American Journal of Human Genetics.

4) IL VACCINO NON MODIFICA I GENI

I bambini che soffrono di epilessia hanno difetti genetici in comune. Il vaccino  riesce al massimo a svelare una malattia pre-esistente, poiché, e questo lo affermano anche gli antivaccinisti più fanatici, nessun vaccino può provocare una alterazione dei geni ereditati (già alterati) dai genitori. Non può né causare, né aggravare difetti pre-esistenti.

Se il problema non fosse svelato dal vaccino, a farlo sarebbe uno degli innumerevoli stimoli che sono in grado di suscitare una crisi convulsiva (videogiochi inclusi).

5) STUDIO TRUFFA

La falsa correlazione tra vaccini e autismo risale al 1988. Uno studio eseguito su 12 pazienti aveva indicato un rapporto tra la vaccinazione contro morbillo, parotiti e rosolia e l’insorgenza dell’autismo. In seguito si è capito che lo studio era completamente inventato dal ricercatore, che in questa storia aveva interessi economici personali, avendo depositato un brevetto per un vaccino alternativo ed essendo in combutta con avvocati con pochi scrupoli.

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