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Dalla sedia elettrica alla Certosa: non è mai troppo tardi per cambiare vita

© Niklas Morberg / CC
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Cari amici, la storia che sto per raccontarvi sembra la trama di un film di spionaggio frutto della fantasia di qualche celebre scrittore del genere spy story, ma niente di tutto ciò. La realtà sovente riesce a sbalordirci più della fantasia, ed i piani della Provvidenza per quanto contorti possano apparire, si realizzano sempre!!!

La prima domanda che vi sarete posti leggendo il titolo di quest’articolo è che connessione vi può essere tra la sedia elettrica e la certosa? Vi svelerò il senso di questa palese dicotomia.

Il personaggio protagonista di questa incredibile narrazione è Roberto Lañas Vallecilla, nato da una buona famiglia a Calì, in Colombia, il 30 agosto del 1908. Ricevuti insegnamenti cattolici, sin da piccolo studiò presso i maristi, con i francescani ed infine introdotto al noviziato nella Porziuncola di Bogotà. Stava dunque per essere ordinato sacerdote, ed avviato ad una vita ecclesiastica quando vincendo una borsa di studio si trasferì in Italia presso l’Istituto Sapienza presso i francescani laddove avrebbe coronato il suo sogno. Entusiasta di questa nuova esperienza egli studiò con profitto, imparando l’inglese, il francese, l’italiano, il tedesco, il russo, il greco ed il latino.

La sua vocazione cresceva smisuratamente come il suo sapere. Ma ecco intercorrere le variabili imprevedibili della vita…

Un giorno i ragazzi del seminario dovettero uscire e prestare la loro opera per strada offrendo frutta ai viandanti. In questa occasione il giovane e aitante Roberto, alto, biondo e dal sorriso magnetico incontrò una giovane donna siciliana della quale si innamorò a tal punto da abbandonare la vita in seminario, rinunciando alla sua vocazione.

Fece ritorno in patria, tra lo sconforto della sua famiglia amareggiata per quella scelta scellerata, di una rinuncia per un effimero amore.

In un primo momento il giovane grazie alle sue conoscenze linguistiche lavorò a Calì presso un Hotel come receptionist, ma ben presto decise di ritornare in Europa e precisamente a Parigi. Nella capitale francese, si recò alla Sorbona per studiare Scienze Politiche, ma nel 1938 si trasferì a Ginevra dove si impiegò come interprete.

Roberto guadagnando bene, potè vestirsi elegantemente e nel tempo libero, cominciò a frequentare locali notturni, facendosi notare per il suo fascino e la sua classe. In questo contesto, fu avvicinato e reclutato dai servizi segreti nazisti, i quali ingolositi dalla sua conoscenza delle lingue gli offrirono di prestare servizio, come spia, negli Stati Uniti per fornire loro informazioni segrete.

Il giovane colombiano accettò il delicato incarico, sbarcando nel settembre del 1940 negli U.S.A. Furono in tutto sei le spie reclutate dai nazisti che operarono in territorio americano.

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