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Ildegarda di Bingen: monaca benedettina infiammata dallo Spirito

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Silvia Lucchetti - Aleteia - pubblicato il 29/09/16

IL DOLORE FISICO, LE VISIONI E IL COMANDO DI DIO

Ildegarda ha le visioni fin dalla più tenera età, è un dono talmente grande che custodisce a lungo dentro di sé in segno di umiltà. Soffre di malori continui, è sempre molto provata nel fisico da frequenti mal di testa e dolori lancinanti che la mettono costantemente alla prova…

«Quando credevo di essere stata messa alla prova a sufficienza, Dio bussò di nuovo alla mia porta. Come la cadenza delle stagioni, i miei malesseri ritornavano. Ma era venuto il momento di rendere pubbliche le mie visioni. A convincermi non fu solo l’insistenza con cui si manifestavano, o i mal di testa che le accompagnavano, ma proprio una di esse, in cui Dio stesso mi comandava di esporre al mondo le parole con cui, attraverso me, proclamava la sua volontà: «Ascolta, o creatura, queste parole, e dille, non secondo te, ma secondo me; e istruita da me, parla di te». Dapprima mi ribellai e mi chiusi nel silenzio(…)».

«LE VEDO NELL’ANIMA»

Le visioni l’accompagnano fin dalla primissima infanzia e coincidono con tempi di sofferenza fisica e psichica particolarmente acuti. Non sono momenti ti estasi e neppure di trance, Ildegarda resta sveglia e vigile mentre vive l’esperienza mistica.

«Fin dall’infanzia ho sempre avuto nell’animo queste visioni; in queste visioni la mia anima, come piace a Dio, ascende fino agli estremi del firmamento e segue le correnti di venti diversi, raggiungendo genti diverse. Queste cose non le percepisco con le orecchie esteriori, né le penso segretamente fra me, né le apprendo mediante l’uso congiunto dei cinque sensi; posso dire soltanto che le vedo nell’anima, e che i miei occhi esteriori sono aperti, cosicché mai in esse ho subito il mancamento dell’estasi; io le vedo di giorno e di notte, ma sempre da sveglia».

LO SPIRITO SANTO «UNA FIAMMA CHE NON BRUCIA MA SCALDA»

«Avvenne nell’anno 1141 dall’incarnazione di Cristo, quando avevo quarantadue anni e sette mesi, che una luce infuocata, fortissima e abbagliante, scendendo dal cielo che si era aperto, infiammò tutto il

mio cervello e mi riempii di calore il cuore e il petto: era simile a una fiamma che non brucia ma scalda, come fa il sole quando colpisce qualcosa con i suoi raggi. E, subito, fui in grado di interpretare i libri,

il salterio, il vangelo, e gli altri libri cattolici, l’Antico e il Nuovo Testamento (…) Io sentivo dentro di me, in modo straordinario, la forza e il mistero di visioni segrete e stupefacenti…».

ILDEGARDA E BERNARDO DI CHIARAVALLE

L’umile e tenace monaca nell’arco della sua vita intrattiene rapporti epistolari e incontra personalmente importanti personaggi dell’epoca, tra cui Federico Barbarossa. Si confronta con le più alte personalità della Chiesa e dell’Impero: li rimprovera, gli offre consigli, ricorda loro il potere assoluto di Dio. Importante e prezioso lo scambio con Bernardo di Chiaravalle

Ildegarda:“«Se Dio aveva affidato davvero a me quell’incarico, avrei dovuto far risuonare la sua parola in tutta la cristianità? Avevo bisogno di conferme. E l’uomo giusto cui chiedere era Bernardo di Chiaravalle. (…)Gli scrissi una lunga lettera: confessai la mia misera istruzione e le mie visioni divine. In una di queste l’avevo visto: era come un’aquila che guardava il sole e sollevava il mondo verso la salvezza. Mi affidai al suo giudizio, chiesi se dovevo parlare apertamente e rischiare che le mie visioni fossero prese per eretiche, o se dovevo tacere».
Clementia:«Ti rispose?»
Ildegarda:«Sì, era una lettera breve, in cui mi esortava a obbedire alla Grazia con umiltà e dedizione. Mi fu di grande conforto, diceva: «Ci rallegriamo per la Grazia di Dio che è in te, e per quanto dipende da noi
ti esortiamo e ti supplichiamo affinché tu la riconosca come tale e cerchi di corrispondervi con la massima umiltà e devozione, consapevole del fatto che Dio resiste ai superbi, mentre concede agli umili la Sua grazia. Del resto, laddove c’è una scienza interiore e un’unzione che istruisce su ogni cosa, noi che cosa possiamo insegnare o consigliare? Piuttosto, ti preghiamo e ti supplichiamo, affinché tu interceda presso Dio per noi e, parimenti, per coloro i quali sono uniti a noi in un vincolo spirituale nel Signore»”.

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papa benedetto xvisan benedettovisioni
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