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“Una potente preghiera allo Spirito Santo” ha salvato una coppia di Porto Rico

Shutterstock / Damon Shaff

Portaluz - pubblicato il 27/09/16

L'importanza di pregare insieme come sposi e con i figli

La fede cattolica fa parte del DNA culturale, dell’identità della popolazione e dell’anima di Porto Rico. Per più di cent’anni, i figli e le figlie di questa isola invasa hanno protetto la loro cultura e identità affidandosi con devozione alla protezione della Vergine Maria, che è stata presente e ha agito nei momenti cruciali della sua storia.

Con questo sigillo trascendente sono stati allevati anche Damaritza e Juan, due portoricani che lontani dalla propria terra hanno compreso l’importanza della fede ereditata dai loro genitori.

Dio nutre la fede

Negli anni Ottanta erano giovani e innamorati. Anche se erano un po’ ingenui e bombardati dal relativismo di una società che suggeriva loro di lasciar andare a briglia sciolta i loro impulsi, il seme della fede era stato ben piantato nella loro anima.

“Nonostante tante distrazioni e tentazioni, la morale decadente e le difficoltà familiari che vedevamo intorno a noi, Dio nel suo amore e nella sua misercordia ci guidava e ci teneva vicino a lui attraverso fatti concreti, piccoli ma significativi”, ha commentato Juan Ortiz alla rivista The Word Among Us.

È stata Damaritza a invitare Juan a partecipare a un gruppo di formazione giovanile parrocchiale e poi a varie attività pastorali, fino a formare una rete di amicizie solida.

“Per sei anni e mezzo Damaritza ed io siamo stati fidanzati”, ha ricordato Juan, “mantenendoci fedeli l’uno all’altra e casti fino al giorno del nostro matrimonio, celebrato il 14 luglio 1990. Dopo aver lottato per mantenere il Signore nella nostra vita per tanti anni mentre eravamo single, ora desideravamo solo fare lo stesso mentre formavamo la nostra famiglia, ma presto la nostra fede e le nostre convinzioni sono state messe alla prova da Dio”.

Quando iniziano le prove

Un anno dopo, Juan è riuscito a trovare lavoro come ingegnere in una base navale nel sud del Maryland (Stati Uniti). Con la prima figlia che aveva appena un mese e solo 400 dollari per vivere nelle prime settimane, i giovani genitori hanno affrontato con timore l’allontanamento dalla loro isola.

Quando è arrivato al lavoro, Juan si è sentito felice vedendo che chi lo accoglieva era colui che lo aveva reclutato all’Università di Porto Rico. Dopo il saluto iniziale, tuttavia, ha preso coscienza delle sfide che lo aspettavano. “Hai visto quello che è passato? Tu dovrai lavorare dieci volte più di lui per ricevere solo la metà del riconoscimento”, gli ha detto. “Quel commento mi ha distrutto, ho avuto paura”, ha confessato Juan.

Anziché confidarsi con la moglie, pregare insieme e cercare la pace in Dio, Juan si è basato sulle sue capacità, certo che sarebbe riuscito a fare di tutto per mandare avanti la sua famiglia.

Un castello costruito sulle sabbie mobili

“Soffrivo perché per quanto ci provassi non riuscivo a renderla felice. E allora mi sono chiuso in me stesso e mi sono messo a lavorare il doppio, per poter assicurare la stabilità alla mia famiglia. Due anni dopo abbiamo comprato una casa, e speravo che grazie ai miei sforzi le cose alla fine avrebbero iniziato a migliorare. Sono passati gli anni e ho accumulato successi sul lavoro, mentre anche la famiglia aumentava con la benedizione di altri due figli, un maschietto e un’altra femminuccia”.

Anche se a livello materiale erano riusciti ad andare avanti, il matrimonio e la vita familiare vivevano in una crisi profonda. Juan viveva concentrato sul lavoro, assentandosi da casa anche per giorni. “Il nostro matrimonio si stava raffreddando, la nostra unione si stava distruggendo ed io sono entrato in crisi. Eravamo vittime della ‘grande menzogna’ di questa società in cui viviamo, cercando la felicità nel potere, nel successo e nel denaro. Avevamo dimenticato che la fonte della felicità è Dio e non il mondo. Stavamo forgiando erroneamente un avvenire basandoci sulle nostre forze, costruendo il nostro castello sulle sabbie mobili, e il castello stava sprofondando”.

Dio viene in aiuto

Juan e Damaritza hanno parlato, e una delle loro priorità stabilite è stata andare di nuovo tutte le domeniche a Messa per comunicarsi insieme. Poche settimane dopo sono stati invitati a un ritiro del Rinnovamento Carismatico, e poi si sono inseriti in una delle comunità.

“L’ingresso nella Comunità di Famiglie in Cristo Gesù è stato letteralmente quello che ci ha salvato. Dopo un corso di 13 settimane abbiamo ricevuto una potente preghiera per ravvivare lo Spirito Santo in noi, e da quel momento nella nostra vita è cambiato tutto. Non c’è altro modo per descriverlo: siamo stati immersi nello Spirito del Signore, nella sua Parola e nella sua Chiesa come mai prima”.

Pregare insieme come coppia e con i figli affidandosi in tutto a Dio, leggere ogni giorno la Sacra Scrittura e accostarsi ai sacramenti hanno iniziato ad essere una necessità fondamentale per loro. Da allora sono trascorsi più di 17 anni, e insieme alla moglie Juan ringrazia per “la gioia di sperimentare che Dio può realizzare il suo progetto perfetto usando strumenti tanto inadatti e bisognosi di cura come noi”.

Il meglio della loro vita è per Dio

Juan e Damaritza vivono a Lexington Park, nel Maryland. In questi giorni Juan si sta preparando al diaconato permanente nell’arcidiocesi di Washington, D.C. Damaritza è coordinatrice dei corsi di iniziazione cristiana per adulti e animatrice della comunità ispanica della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria. Le figlie, Mariángeli e Desiree, seguono i passi dei genitori coltivando la fede e la devozione mariana ereditate dai nonni a Porto Rico.

Il figlio, Julián David (nella foto sopra a questo paragrafo), ha risposto con un “Sì” alla chiamata al sacerdozo e sta terminando il quarto anno presso il Seminario San Giovanni Paolo II di Washington, D.C.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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