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Come si elegge il “Papa Nero”?

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Paolo Pegoraro - La Gregoriana - pubblicato il 26/09/16

Intervista a P. Luis Orlando Torres, S.I. Rettore del Collegio Internazionale del Gesù

Inizierà la sera del prossimo 2 ottobre 2016, con la celebrazione eucaristica, la 36ma Congregazione Generale della Compagnia di Gesù, chiamata a eleggere il successore di P. Adolfo Nicolás e a discernere gli appelli che il Signore rivolge oggi a tutta la Compagnia. Un evento di rilevanza ecclesiale, trattandosi della congregazione religiosa attualmente più numerosa nella Chiesa cattolica e attiva in ogni continente nel servizio a essa. Abbiamo chiesto a P. Orlando Torres, che ha partecipato alla 35ma Congregazione Generale (2008) come segretario dell’elezione, di raccontarci nel dettaglio come si svolge. Originario di Puerto Rico, P. Torres ha lavorato per 10 anni alla Curia Generalizia come Consigliere Generale e Assistente per la Formazione dei gesuiti. Da giugno 2014 è Rettore del Collegio internazionale del Gesù.

Qual è il rapporto tra la Congregazioni Generale e il Preposito o Superiore Generale?

«Bisogna avere chiaro che l’organo legislativo supremo della Compagnia è la Congregazione Generale, non il Preposito, il quale rappresenta in qualche modo l´esecutivo, è cioè chiamato ad attuare le linee emerse nelle Congregazioni Generali. Tant’è vero che il Superiore Generale può presentare la sua dimissione – come richiese P. Arrupe dopo l’ictus che lo colpì, come hanno fatto P. Kolvenbach e poi P. Nicolás – ma le sue dimissioni devono essere discusse e accettate dalla Congregazione Generale. Uno dei due compiti della Congregazione è pertanto quello elettivo. L’altro grande compito della Congregazione è quello di riflettere sulla vita e la missione della Compagnia alla luce dei segni dei tempi. Anche per questa ragione, a differenza dei Capitoli Generali degli altri istituti religiosi, la Congregazione non viene convocata a una distanza fissa di anni nel tempo. È vero che essa viene per lo più convocata in occasione dell’elezione del Generale, poiché essa sottrae numerosi gesuiti alla loro missione e sant’Ignazio non desiderava che questo avvenisse, se non per ragioni di grandissima importanza. Ma è accaduto che sia stata convocata anche con finalità non elettive, in genere durante Generalati particolarmente lunghi, come quello di P. Claudio Acquaviva – eletto 37nne e alla guida della Compagnia per circa 34 anni – e P. PeterHans Kolvenbach, che è stato Preposito Generale per quasi 25 anni».

Al di là alla Congregazione Generale, c’è però un altro organo che si riunisce stabilmente, cioè la Congregazione dei Procuratori. Di cosa si tratta?

«Questa è un’altra caratteristica propria della Compagnia, che ebbe inizio nei suoi primi anni, in occasione della seconda Congregazione Generale (1565). In essa si presentò alla discussione l’obbligo di convocare le Congregazioni Generali a distanze di tempo fisse, ma la Congregazione rifiutò la proposta. Per venire incontro alla richiesta, tuttavia, si interpretò un particolare numero delle Costituzioni, il quale parla dell’informazione da offrire al Padre Generale, con la creazione di questa Congregazione dei Procuratori. Il Procuratore è un gesuita scelto da ogni Congregazione Provinciale – non è quindi il suo Superiore, ma uno “della base” – che ne visita le comunità e tiene aggiornata una relazione sullo stato della propria Provincia di appartenenza. Ogni Provincia invia un Procuratore per questa Congregazione, che si doveva celebrare ogni 3 anni con il Padre Generale e il suo consiglio, riunendo le singole relazioni per avere uno sguardo complessivo sulla situazione della Compagnia nel mondo intero. Qualora la valutazione della situazione complessiva lo ritenga necessario, la Congregazione dei Procuratori può richiedere la convocazione della Congregazione Generale: in questo caso il Generale è tenuto a convocarla entro un anno e mezzo. Questa struttura si è mantenuta invariata per tanto tempo – e le Congregazioni dei Procuratori celebrate sono state 70 – anche se oggi si riunisce ogni 4 anni a partire dalla conclusione dell’ultima Congregazione Generale. Per tornare alla questione iniziale, prima della Congregazione Generale le Province preparano le relazioni sullo stato delle singole Province e le inviano alla Curia per aiutare nella redazione dello stato della Compagnia universale».


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Quali sono le caratteristiche del Preposito Generale secondo sant’Ignazio?

«Sant’Ignazio ne parla nella Parte IX delle Costituzioni. Le qualità del Superiore Generale che qui descrive sono l’avere intima e familiare unione a Dio, essere una persona il cui esempio di vita religiosa ispiri i confratelli, doti d’intelligenza, giudizio e vigilanza. Ignazio parla anche dell’“aspetto fisico”, in quanto si tratta un impegno che richiede buona salute: una nota molto attuale se si considerano i numerosi viaggi a cui il Generale è tenuto e che proprio difetti di salute o l’età avanzata possono essere motivi per presentare le dimissioni. E se anche dovesse mancare di una di queste doti – conclude Ignazio – “almeno non manchi una grande bontà e un amore alla Compagnia, come pure un sano giudizio, accompagnato da una buona cultura”. I suoi collaboratori potranno aiutarlo in ciò di cui manca. Assieme a queste caratteristiche occorre infine grande animo e fortezza per condurre con perseveranza la Compagnia nelle sfide che la Congregazione la chiama ad affrontare. Vale anche la pena notare che gli ultimi tre Superiori Generali avevano tutti vissuto esperienze di missione nel Medio o nell’Estremo Oriente, quasi a dire che una delle caratteristiche sollecitate dal presente è una “intelligenza culturale”, cioè quell’apertura e libertà che permette non solo di confrontarsi, ma anche di accogliere e vivere le altre culture dall’interno».

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gesuiti
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