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La Caritas: il narcotraffico è una metastasi globale

MEREDITH KOUTH/dpa
A young man binded to the drug dealing shows his firearm at the red zone in Belen, frontier with Colombia and at 400 km from Caracas. On September 9th to 11th the 62nd. annual conference for the disarmament of ONG and ONU will be carried out at Mexico city. MEREDITH KOUTH/dpa
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In un dossier l’analisi di un fenomeno che produce enormi ricchezze e colpisce milioni di persone. Le parole del Papa contro i narcos. Dal «Chapo Guzman» alla ’ndrangheta

Di Francesco Peloso

«Vi prego di non sottovalutare la sfida etica e anti-civica che il narcotraffico rappresenta per l’intera società messicana, compresa la Chiesa. Le proporzioni del fenomeno, la complessità delle sue cause, l’immensità della sua estensione come metastasi che divora, la gravità della violenza che disgrega e delle sue sconvolte connessioni, non permettono a noi, pastori della Chiesa, di rifugiarci in condanne generiche, bensì esigono un coraggio profetico e un serio e qualificato progetto pastorale per contribuire, gradualmente, a tessere quella delicata tela umana senza la quale tutti saremmo fin dall’inizio distrutti da tale insidiosa minaccia». Con queste parole papa Francesco si rivolgeva ai vescovi messicani nel febbraio del 2016, denunciando la gravità e la diffusione di un fenomeno, quello del traffico della droga, che sta divorando il Paese.

Bergoglio ripetutamente, in questi anni, ha toccato il tema mettendolo in relazioni con altri fattori di crisi quali la tratta dei migranti, il traffico d’armi, la creazione di ricchezze illecite e costruite sul sopruso, la corruzione. D’altro canto uno dei cuori pulsanti del narcotraffico e dei sui intrecci affaristici e malavitosi, si trova proprio in Sud America; l’ex-Arcivescovo di Buenos Aires ha quindi visto da vicino gli effetti devastanti del potere della droga, il suo insinuarsi nei gangli vitali di una società. Allo stesso tempo è vero che la questione ha carattere globale, che la droga produce profitti immensi e il suo mercato, le rotte del traffico, le organizzazioni criminali, hanno un profilo mondiale. A questi temi ha dedicato il suo ultimo dossier Caritas italiana con un focus sull’Argentina e l’America Latina.

«Il business globale del narcotraffico – si osserva nell’inchiesta – va dai 200 ai 400 miliardi di dollari. I dati sono molto difficili da calcolare perché l’unica fonte di cui l’Onu dispone per ricavare questa stima, è quella delle autorità di polizia». Stime approssimative, quindi, che dipendono da fattori variabili, come il prezzo che ha sul mercato una determinata droga, dal numero di sequestri di sostanze stupefacenti effettuati dalle varie polizie e in base ai quali si possono fare delle proiezioni generali. Si ritiene per esempio che della sola cocaina, venga intercettato dalle autorità non più del 10-15% del totale, una percentuale non elevata quindi; per questo si ipotizza che le stime sulla produzione della droga e sui ricavati che ne derivano, siano calcolate per difetto.

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