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I detenuti che disegnano i francobolli di papa Francesco

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«In questi eremi di espiazione della pena, la corrispondenza, e quindi i francobolli, occupano un ruolo vitale, in termini di rapporti sociali e affettivi col mondo esterno. Chi ha provato l’esilio, in qualsiasi delle sue forme – scriveva Primo Levi – sa che nel grande continente della libertà, la libertà di comunicare è una provincia importante». Difficile trovare una definizione più pregnante ed esaustiva di quella scelta da Matteo Nicolò Boe, detenuto nel carcere milanese di Opera, per spiegare l’importanza della corposa collezione intitolata «Vangelo filatelico». Un lavoro «commissionato» da un fornitore d’eccezione: Papa Francesco. 

«Si tratta di francobolli donati al Pontefice e inviati a Opera tramite il suo elemosiniere, l’arcivescovo Konrad Krajewski e Mauro Olivieri, direttore dell’Ufficio filatelico del Città del Vaticano» spiega Danilo Bogoni, giornalista, responsabile del progetto Filatelia nelle carceri. E come il mittente, anche i destinatari non sono «comuni» detenuti, ma ex 41 bis oggi reclusi nella sezione Alta sicurezza. Oltre a Boe, anche Vito Baglio, Antonio Albanese, Nicola Mocerino, Diego Rosmini, Luigi Di Martino.  

«È stata una sorpresa e una sfida per la nostra neofita attività in materia» spiega Boe, che ha già firmato un’immagine, «Oltre le dure sbarre» (raffigurante alcuni simboli della sua agognata Sardegna), diventata francobollo da 95 centesimi. «Dopo vari tentativi, tanti fogli ed energie, ecco balenare un’idea: il racconto evangelico attraverso il genio artistico prestato alla filatelia».  

Le opere, frutto di un anno di lavoro certosino, saranno esposte in una mostra allestita nel carcere diretto da Giacinto Siciliano. Al taglio del nastro, il 28 settembre, parteciperanno tra gli altri il cardinale Angelo Scola e la presidente di Poste Italiane, Luisa Todini. Contemporaneamente alla mostra, sarà presentato – per la prima volta in un carcere – il francobollo «Visitare i carcerati» emesso dalla Città del Vaticano. «E nei corridoi della Casa di reclusione rimbomberà, per il solo pomeriggio del 28, il classico rumore dei timbri degli annulli postali – anticipa Bogoni -: in pratica uffici postali in miniatura bolleranno lettere e cartoline, annulli predisposti per l’occasione, delle cui illustrazioni si è occupato Boe». Questi bolli arricchiranno due cartoline: una vaticana con il Papa, mentre dell’illustrazione di quella italiana si è occupato il detenuto Gaetano Puzzangaro. Una successione di sbarre che dividono plasticamente chi sta di qua e chi sta di là: da una parte volti sorridenti, dall’altra uomini con le lacrime agli occhi. Così Puzzangaro, ha rappresentato la sesta Opera di misericordia: Visitare i carcerati, riprodotta sulla cartolina predisposta da Poste Italiane a ricordo dell’incontro «Giubileo della misericordia – Visitare i carcerati» di Opera. «Il colloquio con i familiari – spiega Puzzangaro – è il momento più atteso da una persona reclusa. È quell’insieme di attimi in cui ti senti ancora parte di una famiglia». L’incasso della vendita delle cartoline verrà devoluto alle popolazioni terremotate. 

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