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Vocazione nata da un tentato suicidio

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L’unica cosa che ho detto in quel momento è stata: “Non farlo!”, al che lei ha risposto: “Che senso ha la vita?”

Dopo aver fatto colazione con miei amici, mi sono congedato da loro e come tutti i giorni sono sceso lungo la avenida Constituyentes per prendere la metropolitana. All’angolo di calle Rincón Gallardo ho visto una donna che piangeva seduta su una panchina. Ero al mio ultimo anno di liceo, e l’interesse per la vita mi ha fatto avvicinare a lei per chiederle perché stesse piangendo. La sua risposta è stata: “Sto bene, non ho niente”. Si è alzata, ha fatto qualche passo davanti a me e insieme siamo saliti sul ponte.

Sono rimasto colpito quando ho visto che quella donna voleva gettarsi dal ponte. Ho guardato indietro per vedere se ci fosse qualcun altro, ma eravamo da soli. L’unica cosa che ho detto in quel momento è stata: “Non farlo!”, al che lei ha risposto: “Che senso ha la vita?”

Nella mia mente di 18enne ho pensato solo a correre, prenderla per mano e dirle: “C’è qualcuno che la sta aspettando”. La signora si è girata verso di me e con gli occhi pieni di lacrime mi ha detto: “Lasciami, ragazzo!” Ho pensato di farlo, ma poi le ho detto: “No! A casa sua c’è qualcuno che la aspetta. Pensi ai suoi figli, a suo marito, ai suoi nipoti”.

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