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Aggiornamento da Gaza: un sostegno giornaliero attraverso tanti progetti

Vatican Insider - pubblicato il 22/09/16

Sami El-Yousef, lei è il direttore regionale di CNEWA – Pontifical Mission in Jerusalem. Potrebbe raccontarci qualcosa riguardo alla storia di questa organizzazione e alla sua attività oggi in Terra Santa?

«La Missione è stata fondata nel 1949 da Papa Pio XII come una missione d’aiuto temporanea per il popolo palestinese, di cui 750.000 persone divennero rifugiate al momento della creazione di Israele nel 1948. È significativo il fatto che il 30% dei cristiani di Terra Santa assunsero lo status di rifugiati in quel momento. Nei primi 20 anni di attività, la Missione è stata principalmente coinvolta nella distribuzione di aiuti umanitari e provviste. In seguito, quando divenne chiaro che la questione dei rifugiati sarebbe divenuta una situazione a lungo termine, il mandato è stato esteso per poter fornire un aiuto più sostenibile e così il nostro obiettivo principale è diventato l’aiuto alle chiese locali nel sostenere le comunità, soprattutto nei settori dell’educazione, della sanità e dei servizi sociali. Il sostegno pastorale attraverso le chiese locali continua ad essere anch’esso un elemento importante.  

Poiché Roma non era attrezzata per amministrare direttamente da lì la Missione nel 1949 e poiché la maggior parte del sostegno economico arrivava dal Nord America, è stato chiesto ad un’altra agenzia pontificia – la Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), che era stata fondata nel 1926 per aiutare le chiese orientali dell’Est – di amministrare la Pontifical Mission. Questa struttura amministrativa continua ancora oggi e le due istituzioni sono amministrate insieme sotto il nome di CNEWA – Pontifical Mission con il Presidente della Pontifical Mission che ricopre anche il ruolo di Segretario Generale della CNEWA. Operiamo attraverso tre uffici in Medio Oriente: quello di Gerusalemme per Israele e Palestina; quello di Amman per la Giordania e l’Iraq; e quello di Beirut per Libano, Siria ed Egitto». 

Pochi giorni fa lei si trovava a Gaza. Qual è la situazione e cosa sta facendo la Pontifical Mission per sostenere la popolazione, in particolare attraverso la creazione di posti di lavoro?

«Visito spesso Gaza, circa sei volte l’anno da quando sono entrato a far parte della Missione nel 2009. Il nostro lavoro a Gaza si concentra nello sforzo di fornire servizi alla comunità allargata senza distinzione di religione, colore, razza o genere. Ciò avviene attraverso vari partner a Gaza, fra cui la parrocchia latina e le sue istituzioni come la scuola della Santa Famiglia, la scuola del Patriarcato Latino e altre attività delle Suore del Verbo Incarnato. Fra i nostri partner ci sono anche l’Ahli Arab Hospital che è il solo ospedale cristiano a Gaza, le cliniche e i centri di avviamento professionale del Near East Council of Churches, la scuola delle Suore del Rosario, la Young Men’s Christian Association (YMCA) e altri. La varia tipologia di attività include il sostegno umanitario durante le guerre, il rinnovo di locali, donazioni per attrezzature e mobilio, sostegno programmatico dove necessario per programmi contro la malnutrizione e di supporto psico-sociale, borse di studio, programmi per i giovani, programmi pastorali, capacity building e creazione di posti di lavoro. Un progetto pilota verrà lanciato a breve per offrire un lavoro di 12 mesi presso una delle istituzioni con le quali collaboriamo a 16 giovani cristiani disoccupati. Ciò aiuterà sicuramente i nostri giovani a costruirsi un’esperienza dando loro uno stipendio del quale hanno molto bisogno. Va sottolineato che il tasso di disoccupazione a Gaza è circa del 45 %, il più alto nel mondo». 

Lei ha recentemente incontrato la Commissione per la Terra Santa dell’Ordine del Santo Sepolcro. Qual è la relazione fra CNEWA – PMP e i Cavalieri e Dame dell’Ordine, soprattutto riguardo ai progetti sostenuti attraverso la ROACO? Nel suo ultimo rapporto da Gaza, ha menzionato, ad esempio, la scuola delle Suore del Rosario, i cui lavori di ristrutturazione saranno uno dei progetti finanziati dall’Ordine attraverso la ROACO. Può raccontarci qualcosa di più a proposito?

«Abbiamo un’ottima relazione con l’Ordine con il quale collaboriamo. Un esempio di progetto sostenuto è quello degli importanti lavori di restauro dell’Ospedale Saint Louis a Gerusalemme. Il nostro ruolo in questi casi è quello di assicurare un’adeguata realizzazione del progetto, un’attenta gestione finanziaria, un monitoraggio e valutazione regolare e infine la redazione di rapporti narrativi ed economici. Ci coordiniamo anche con organizzazioni locali di aiuto cattolico per assicurare che ci sia un’efficace distribuzione dei progetti per evitare la duplicazione di fondi. Il maggior lavoro di coordinamento che abbiamo svolto fu durante l’ultima guerra a Gaza nel 2014 nella quale le organizzazioni attive a Gaza portarono avanti un intervento coordinato per assicurare che si rispondesse in maniera sufficiente ai bisogni di tutti i nostri partner e della comunità cristiana. Dato che parte del sostegno arriva da agenzie esterne alla ROACO, in quei casi il nostro ruolo diventa ancora più importante per assicurare i fondi. CNEWA è uno dei membri fondatori della ROACO e, fin dall’inizio, è stata intensamente coinvolta e mantiene buone relazioni di lavoro con tutti i membri.  

Nel caso della Scuola delle Suore del Rosario a Gaza, abbiamo costantemente sostenuto la scuola con decine di finanziamenti nel corso degli scorsi sette anni che provenivano da varie fonti in giro per il mondo. Creare relazioni di lavoro affiatate con le istituzioni beneficiarie locali non è solo importante per assicurare il corretto svolgimento del progetto ma anche perché diventiamo partner nell’identificare i bisogni e nel trovare le fonti di finanziamento adeguate per rispondere alle necessità. La relazione diventa così intima e aperta che ci occupiamo continuamente di associare bisogni emergenti a fonti di finanziamento anche quando il finanziamento viene direttamente erogato alla scuola.  

Negli scorsi sei anni, il Gran Magistero dell’Ordine ha sostenuto alcuni dei nostri programmi, in particolare quello indirizzato ai giovani grazie al quale più di 40 organizzazioni giovanili hanno ricevuto fondi per accrescere le loro competenze, migliorare le strutture e coprire le spese per qualche attività. Avete anche contribuito con un sostegno di emergenza, di cui c’era molto bisogno durante le guerre e le crisi, che non solo ha aiutato le comunità cristiane in questi momenti difficili ma ha anche permesso alle istituzioni di continuare ad offrire i loro servizi all’intera comunità, sempre con i valori cristiani nel cuore. 

In collaborazione con l’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

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