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Da nord a sud: ecco la mappa dei 22 miracoli eucaristici in Italia

© Marcin Mazur / catholicnews.org.uk
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Sant'Antonio e la mula a Rimini, la piena sventata, l'incendio salvato. I prodigi del corpo di Cristo

4) DRONERO (CUNEO), 1631

La domenica del 3 agosto del 1631, verso l’ora dei Vespri,  si  sprigionò  un  grande incendio nella cittadina di Dronero, nel marchesato di Saluzzo. La popolazione cercò in ogni modo di domare il fuoco, ma ogni tentativo si rivelò vano.Il fuoco intanto aumentava sempre di più. Il Padre Maurizio da Ceva, Cappuccino, ebbe l’ispirazione di ricorrere alla potenza del Salvatore velato sotto le specie  eucaristiche. Subito organizzò una solenne processione con il Santissimo Sacramento e seguito da tutti i cittadini, si diresse nel luogo dell’incendio. All’avanzare del Santissimo Sacramento il fuoco si arrestò miracolosamente.

Una lapide presente nella chiesetta di Santa Brigida a Dronero descrive in modo dettagliato il Miracolo e ogni anno, in occasione della festa del Corpus Domini, i cittadini di Dronero onorano la memoria del Prodigio con una solenne processione con il Santissimo Sacramento.

5) FERRARA, 1171

Questo Miracolo Eucaristico è avvenuto a Ferrara, nella Basilica di Santa Maria in Vado, il giorno di Pasqua. Padre Pietro da Verona, priore della Basilica, stava celebrando la Messa di Resurrezione e giunto alla frazione del pane consacrato, mentre spezzava l’Ostia, vide da questa sprizzare un fiotto di sangue che andò con le sue goccioline a macchiare la piccola volta sovrastante l’altare della celebrazione. La volticina macchiata di sangue fu racchiusa in seguito in un tempietto costruito nel 1595, ed è ancora oggi visibile nella monumentale Basilica di S. Maria in Vado.


Numerose sono le testimonianze che riportano il Miracolo, tra queste la  più importante è la Bolla di Papa Eugenio IV (30 marzo 1442), in cui il Pontefice menziona il Prodigio riferendosi alle testimonianze dei fedeli e alle antiche fonti storiche. Il manoscritto di Gerardo Cambrense è il documento più antico  (1197) che menziona il Prodigio ed è conservato nella Biblioteca Lamberthiana di Canterbury.

6) RIMINI, 1223

Nella sua intensa attività di evangelizzazione, sant’Antonio fu attivo a Rimini verso il 1223 ed è proprio in questo periodo che il miracolo viene attestato da numerosi libri storici. Il Miracolo Eucaristico fu operato da Sant’Antonio dopo che un certo Bonovillo, un eretico, lo sfidò a dimostrare con un prodigio la vera presenza del Corpo di Cristo nella comunione.

L’appuntamento tra i due fu fissato in Piazza Grande (l’attuale piazza Tre Martiri), richiamando una immensa folla di curiosi. Giunto davanti alla mula, il Santo avrebbe detto: «In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo veramente tra le mani, ti dico, o animale, e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e di prestargli la dovuta venerazione».

L’animale, nonostante fosse stremato dalla fame, lasciò da parte il fieno, si avvicinò per adorare l’ostia consacrata tanto che piegò ginocchia e capo, suscitando lo stupore e la commozione dei presenti. A ricordo di questo episodio fu costruito, a piazza Tre Martiri, una chiesetta dedicata a sant’Antonio con un tempietto antistante, opera del Bramante (1518).

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