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Da nord a sud: ecco la mappa dei 22 miracoli eucaristici in Italia

© Marcin Mazur / catholicnews.org.uk
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Sant'Antonio e la mula a Rimini, la piena sventata, l'incendio salvato. I prodigi del corpo di Cristo

Da nord a sud, lungo tutta la penisola, come evidenzia Avvenire (19 settembre) si sono verificati importanti miracoli eucaristici. Abbiamo così tracciato una mappa dettagliata, dal Veneto alla Puglia, di tutti gli eventi straordinari accaduti fino ad oggi.

1) GRUARO (VENEZIA), 1294

Una donna stava lavando una delle tovaglie d’altare della chiesa di San Giusto sul lavatoio costruito lungo la roggia Versiola. Improvvisamente vide il lino della tovaglia tingersi di sangue. Osservando più attentamente, notò che il sangue usciva da una Particola consacrata rimasta tra le pieghe della tovaglia.


Il  documento più  autorevole e antico che descrive il Miracolo è un rescritto del 1454 di Papa Niccolò V. Fu allora che il titolo della chiesa parrocchiale, precedentemente Santa Maria e San Giovanni Evangelista, fu mutato, per disposizione di Papa Nicolò V, in Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo (28 marzo 1454). Oggi la tovaglia è conservata in un cilindro di cristallo, sostenuto da un reliquiario d’argento del maestro orafo Antonio Calligari.

2) TORINO, 1453

Nell’Alta Val Susa presso Exilles, le truppe di Renato d’Angiò si scontrarono con le milizie del duca Lodovico di Savoia. Qui i soldati si abbandonarono al saccheggio del paese ed alcuni entrarono in chiesa. Uno di loro forzò la porticina del tabernacolo e rubo’ l’ostensorio con l’ostia consacrata. Avvolse tutta la refurtiva in un sacco e a dorso di mulo si diresse verso Torino. Sulla piazza maggiore, presso la chiesa dello Spirito Santo (conosciuta oggi come la chiesa del Corpus Domini) il mulo inciampò e cadde. Ecco aprirsi il sacco e l’ostensorio con l’Ostia consacrata elevarsi al di sopra delle case circostanti tra lo stupore della gente.


Accorse anche il vescovo che rimase estasiato insieme alla folla, per il miracolo. Aveva in mano un calice, lo alzo verso l’alto e lentamente l’Ostia consacrata comincio’ a ridiscendere, posandosi dentro il calice.

I più antichi documenti che descrivono il miracolo sono gli Atti Capitolari del 1454, 1455, 1456 e alcuni scritti coevi del Comune di Torino.

3) CANOSIO (CUNEO), 1630

Don Antonio Reinardi, parroco di Canosio, paesino della diocesi di Saluzzo lungo le sponde del torrente Maira, richiamò tutti i cittadini col suono delle campane per invitarli a pregare il Signore di fare cessare la piena del torrente. Propose inoltre di fare un voto: se il villaggio di Canosio fosse stato risparmiato dalla furia devastatrice del Maira, i cittadini avrebbero fatto celebrare in perpetuo ogni anno una festa nell’ottava del Corpus Domini. Don Rainardi, prese il Santissimo Sacramento che pose nell’ostensorio e si diresse in processione verso il torrente, accompagnato da alcuni fedeli, cantando il «Miserere».

Impartita la benedizione, la pioggia cessò immediatamente e il livello del torrente ritornò subito alla normalità. Purtroppo, molti dei documenti che descrivevano il Miracolo, conservati fino al XVII secolo presso gli archivi parrocchiali, furono bruciati durante la guerra tra Spagna e Francia; c’è però una copia della relazione lasciata dal parroco che fu diretto testimone degli eventi.

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