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5 consigli per rendere più creativi i vostri bambini

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Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 21/09/16

La psicologa del Bambin Gesù: mai affossare il desiderio dei piccoli

Come stimolare la creatività nei bambini? Gli psicologi e gli esperti di sviluppo infantile suggeriscono di mettere da parte le ansie e le troppe attenzioni lasciando i figli più liberi, altrimenti potrebbero non scoprire cosa gli interessa veramente (L’Huffington Post, 16 giuno).

«Il vostro ruolo di genitore è quello di preparare i bambini a prendere il loro posto nella società. Essere adulti vuol dire occupare il tempo libero con attività che rendono felici. E questo dovete insegnare ai vostri figli», ha detto Lyn Fry, una psicologa infantile di Londra, focalizzandosi sulla formazione da dare ai bambini.

Già nel 1993 lo psicoanalista Adam Phillips nel suo libro ‘Sul bacio, il solletico e la noia‘ scriveva che la «capacità di annoiarsi permette al bambino di crescere» perché la noia dà la possibilità di contemplare la vita, di analizzarla piuttosto che corrervi attraverso senza soffermarsi a pensare a ciò che succede. Secondo lo psicologo quindi i bambini devono prendersi il proprio tempo per capire ciò che più piace e ciò che più interessa loro, e per fare questo la noia è fondamentale.

L’IMPORTANZA DEL DESIDERIO

La dott.ssa Cristiana De Ranieri, psicologa clinica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, consegna ad Aleteia alcuni suggerimenti utili per stimolare la creatività dei bambini. «I nostri figli – premette De Ranieri – hanno spesso vite super impegnate e l’idea che possano sperimentare momenti di noia, vuoti, spaventa i genitori. Appare come un segno di incuria, di un non riempimento delle vite dei piccoli. Ma questo discorso non è corretto».

Il rischio maggiore di questo atteggiamento è di non dare modo ai bambini di desiderare, «Se i bambini hanno già tutto, si attivano meno facilmente attività conoscitive come desiderio, curiosità».

Allora ecco che la specialista del Bambin Gesù offre alcuni consigli pratici.

1) “SI” ALLA NOIA

La capacità di annoiarsi aiuta il bambino a crescere. Effettivamente il momento di noia stimola la mente. In quelle fasi il piccolo è incentivato a trovare qualcosa che rompa la noia, è orientato a cercare qualcosa che l’attrae. Allora mette in movimento la mente perché stimolato dal desiderio.

2) COSE SEMPLICI

I bambini si ricaricano facendo cose poco organizzate, poco strutturate, banali. Un esempio? Farsi una partita a carte con la nonna d’estate, disegnare, riprendere giochi vecchi con cui non giocavano da tempo, bighellonare.

3) “NO” ALLA PAURA DEL VUOTO

I genitori non devono temere spazi forse visto che dopo cita il tempo è meglio parlare di tempi vuoti piuttosto che di spazi che sembrano vuoti. Il bambino ha una dimensione temporale diversa dalla nostra. Accoglie con favore gli stimoli. E i genitori devono metterli nelle condizioni di recepire tali stimoli.

4) COSA TI PIACE FARE?

Stimolare il bambino anche chiedendogli di pensare cosa gli piacerebbe fare. In questo modo si stimola la ricerca di un interesse dentro di se, si “toccano” si contattano i propri desideri, senza programmare e pre-ordinare.

5) IL “FARE INSIEME”

A volte ai figli si comprano giocattoli di tutti i tipi. Ma bisogna regalare loro anche la disponibilità da giocare insieme, di condividere esperienze di piacevoli con loro.

INTELLIGENZA E STIMOLI

Un bambino che allena in questo modo la mente è più intelligente di uno che non lo fa? La psicologa sottolinea: «Non è la quantità di intelligenza che distingue i bambini, ma si tratta dell’attivazione di molle emozionali forse motivazionali, piuttosto che emozionali, diverse. Sicuramente si stimola un’attività intellettiva e mentale diversa, favorendo lo sviluppo di una intelligenza più elastica, più attiva».

Tags:
educazionefiglinoiaospedale pediatrico bambino gesu
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